1.10.17

Torta di Mele


Vorrei tanto poter dire che la torta di mele che fa mia mamma è fantastica, ma la verità è che a mia mamma la torta di mele non piace un granchè per cui di pomeriggi autunnali al profumo di torta di mele ce ne sono stati pochi.
Io invece l'adoro e trovo sia uno di quei rituali che riesce a scaldare l'atmosfera familiare.
Ho provato quella della nonna di MYSIA :) e devo dire che è molto buona! provatela anche voi nei pomeriggi autunnali... io non ho fatto in tempo a a fotografarla tutta intera, per cui vi tocca la pac-torta di mele.

torta di mele della nonna (di Mysia)
3 uova- albumi a neve
250 g zucchero
70 g burro a t.a.
lievito per dolci
300 g farina
scorza limone

700 g mele+limone succo

Fettare le mele sottilmente e irrorarle con succo di limone.
Montare gli albumi a neve e metterli da parete.
Amalgamare a lungo tuorli e zucchero e scorza grattugiata di limone, aggiungere lo zucchero a temperatura ambiente, la farina e il lievito per dolci. Unire delicatamente gli albumi.
Aggiungere all'impasto meta delle mele e metterlo nella teglia imburrata e infarinata. Sopra disporre le restanti fette di mele e infornare a 180°C per 50 minuti circa.

27.9.17

Anthurium in idrocoltura, come fare



Avevo letto da qualche parte di come mettere le piante in idrocoltura. Poi recentemente ho visto un'immagine di un bellissimo anthurium in idrocoltura e ho pensato why not? quindi ecco qua il risultato.
 Siamo al terzo giorno e pare che il tutto stia funzionando alla grande. Gia con i photos ho avuto grosse soddisfazioni, ora stiamo a vedere come evolve l'ennesimo esperimento. L'Anthurium per me è una pianta ambivalente, mettila in un vaso e sa di antico, vecchio, vintage; prendi solo i fiori, fanne una composizione, ed è assolutamente cool, mettilo in acqua e wow... ultramoderno. 

Come?

Preso un anthurium, tolto dal vaso, eliminata con delicatezza tutta la terra dalle radici e messo in un vaso di vetro piuttosto altino. Unica accortezza sta nell'evitare che le foglie tocchino l'acqua, rischio marciume. Inoltre sarebbe bene usare dell'acqua filtrata almeno, per evitare eccesso di cloro etc.

L'esperimento continua, vi terrò aggiornati.


25.9.17

Crostata estiva senza cottura



well well.... mentre fuori ci sono 37 gradi (temperatura percepita 42°C nell'assolata Abu Dhabidu) io mi godo i primi pantaloni lunghi dopo mesi- e confesso che una sera ho azzardato anche delle maniche lunghe. God bless AC. L'aria condizionata. Tanto odiata e che mai avrei pensato mi sarebbe mancata cosi tanto. Capiamoci, a casa in Italia c'è questo fighissimo sistema di AC per cui puoi mettere le alette in su7giu7qua7la, il silenzio di tomba e la modalita comfort (mai capita), il deumidificatore etc etc... ma poi vai in bagno e fa caldo, esci sul terrazzo e ti viene un'insolazione, stendi i panni e ti senti sciogliere le dita dei piedi. 
Qui l'Ac è basic, canalizzata, o cosi o niente, ma è ovunque. Nel corridoio del palazzo ci sono 18 gradi, in garage sui 30, nelle aree comuni sfioriamo i 15. Per cui uscendo fuori a 40gradi, ti senti avvolta dal tepore rassicurante per quei 5 minuti prima di sentir friggere la pelle dei piedi. Comunque, questo uso scellerato non è nelle mie corde, buuuuut... non dover sudare mentre cucini/mangi/fai la lavatrice ha il suo perche. 

Vabbè, ora passo a raccontarvi delle ricette estive votate alla configurazione di minimo dispendio energetico. Modalità ON ancora attivo, sebbene confesso di essermi fatta regalare del nuovo lievito madre. Se avete letto su facebook saprete che il frigo durante i nostri 2 mesi di vacanza in Italia ha deciso di morire, dando asilo ad una proliferazione batterica senza precedenti. Al nostro ritorno, aperta la porta -dopo aver scoperto che la chiave magnetica non funzionava ed esserci fatti aprire dalla security- abbiamo trovato questa puzza incredibile e non vi dico il seguito che è meglio. Fatto sta che pure il lievito madre, diligentemente essiccato a maggio è schiattato.

Una delle ricette provate a fine agosto, ad una cena tra amici è statalaanto famosa crostata senza cottura dei Fables. t


CROSTATA ESTIVA SENZA COTTURA dei FablesPer la base: 
350 g di digestive/oro saiwa
150 g di burro 
10 g di miele d’acacia
Per la crema: 
250 g di mascarpone
200 g di panna fresca
90 g di zucchero a velo
Per la decorazione: 
frutta a piacere

Foderate una tortiera a cerniera con della carta forno. Fondere il burro in un pentolino,senza farlo bruciare, quindi metterlo a raffreddare. In un tritatutto mettete i biscotti e polverizzateli finemente. In una ciotola radunate i biscotti, il miele e il burro fuso e mescolate fino ad ottenere un composto sabbioso. 
Prendete la tortiera, versate il composto e riempite bene il fondo della tortiera, occupando tutta la superficie e dando a tutto il fondo lo stesso spessore.Pressare per bene. Una volta finito, ponete in frigo per circa 20 minuti.
Mettete il mascarpone in una ciotola, lavoratelo qualche minuto con un cucchiaio per renderlo cremoso e aggiungete lo zucchero a velo, mescolate ancora per avere una crema omogenea e senza grumi. A parte semi montate la panna e aggiungetela a cucchiaiate al mascarpone, mescolando delicatamente. Ponete la crema in frigo e lasciartela scoperta, anche se sambra liquidina.
Nel frattempo tagliate e lavate la frutta ma cercate di evitare banane, mele e pere che si ossidano all’aria. 
Riprendete la base della crostata. Inserite la crema che ormai si sarà rappresa in una sac a poche  e disegnate una spirale di crema. Fate un doppio giro dove andrà appoggiata la frutta per dare maggiore sostegno. 
Decorate a piacere. Aggiungete qualche fogliolina di menta per dare maggior risalto ai colori della frutta. 
Rimettete la crostata in frigo per almeno 15 minuti prima di servirla, senza coprirla. 

14.8.17

estate 2017

La mia estate scorre lenta.
Sottofondo Spotify "Relax in Acustico"/ "Ibiza sunset", senza prendere aerei.
Piedini svelti che corrono per casa lasciando scie di sabbia.
Bicicletta che macina km fra gelati, shopping e passeggiate.
Casa nuova con lampadari mancanti.
Marito stressato.
Giardino con erba in crescita.
Siepi da tagliare e frangipani che sbocciano.

Sentooo il mareee dentro una conchigliaaaaa.... è estateeeee... 

16.4.17

Focaccia Bianca Romana

Quest'anno a Pasqua siamo in 4. 
Noi tre + il virus.
40 di febbre la Polpetta, chiusi in casa.
La famiglia, il cibo fino a scoppiare, la tradizione culinaria teramana, gli auguri... nada de nada.
Qua si lavora, anche a Pasqua. E se tra Italiani ci si incontra si fa quasi fatica a ricordarsi che è Pasqua. E' vero che abbiamo organizzato questa festicciola pasquale, ma direi che comunque l'atmosfera non c'è. Saranno i 35°C, sarà il virus, sarà la mancanza della famiglia, di una piazza davanti una Chiesa da cui escono tutti dopo la Messa ma insomma non c'è storia.
A questa festicciola ognuno portava qualcosa di legato alla Pasqua e alla propria tradizione regionale. Io non potevo fare le mazzarelle, l'agnello, le pizze di Pasqua (ci ho provato e sono uscite una ciofeca colossale), le olive all'ascolana, il timballo e allora ho dato il mio contributo con un casatiello -e non chiedetemi perchè, non lo so che m'è passato pe la capa- e con una bella focaccia romana.
La focaccia è stata spazzolata e ha riscosso parecchio successo, che onore. :)


FOCACCIA BIANCA ROMANAIngredienti
700 g farina 0
490 g acqua a 22°C
200 g lievito madre (oppure 20 g lievito di birra)
30 g olio oliva
15 g sale

Emulsione
50 g acqua
50 g olio evo
7 g sale
rosmarino immerso nell'olio

Nel robot impastare per circa 12 minuti, finche il tutto non diventa omogeneo. L''impasto sarà molto idratato. Far lievitare fino a raddoppio in una ciotola (almeno 7 ore- una notte)
Versare l'impasto in una teglia oliata 50x35 e lasciar lievitare altre 2-3 ore.
Coi polpastrelli fare delle cavita sulla superficie della focaccia e versarci parte dell'emulsione. Far lievitare 40 minuti.
In forno a 250°C per circa 20 minuti.
Appena sfornata spennellare ancora con l'emulsione

8.4.17

La Pizza Dolce Abruzzese degli anni 2000



La pizza dolce, come ogni compleanno che si rispetti deve essere abruzzese e non s tosc. Altro che pasta di zucchero, crema di vaniglia, e chi piu ne ha piu ne metta. Qui ritorniamo alla Pizza Dolce, quella che ogni anno mi ha preparato e mi prepara (non sempre ahimè) mia mamma  e che da piccolissima veniva Zia Angeladea a preparare, portando con se i suoi nipotini che a fine impasto potevano leccarsi i cucchiai e le ciotole con l'impasto. E chi se lo scorda. Ora Zia Angeladea non c'è più, ma le tradizioni continuano e Polpetta avrà ha avuto la sua Pizza Dogge, non ci piove. Ora sulla riuscita ecco non posso garantire, ma sull'impegno si!  posso garnatire: è finita tutta!!!




Ingredienti
Pan di Spagna(da preparare qualche giorno prima e tendere da parte) 300 g farina
6 uova
300 g zucchero
succo di un limone
una bustina lievito per Pan di Spagna

Procedimento. Battere i tuorli con lo zucchero finche non diventano spumosi e aggiungere le chiare montate a neve. Aggiungere pian piano la farina, il limone e la bustina di lievito.
Cuocere a forno moderato per circa 40 minuti. 170°C circa

NB. Il pan di spagna deve essere preparato almeno un giorno prima in modo da raffreddarsi e da poter essere cosi tagliato in 3 strati al momento del riempimento della torta.

Crema 1°strato1o2 uova
1o2 bicchieri di latte
1o2 cucchiai rasi di farina
1o2 cucchiai di zucchero
Cuocere la crema a bagnomaria, sbattendo dapprima uova farina e zucchero e aggiungendo gradatamente la farina, stando bene attenti a non formare grumi. La consistenza deve essere piuttosto densa. Far raffreddare del tutto.

250 g margarina vallè
1 tuorlo
1 tazzina caffe ristretto
250 g zucchero a velo
Sbattere gli ingredienti a formare una crema corposa e poi unirla alla crema precedentemente preparata.

Crema 2°strato2 tuorli
2 cucchiai di zucchero
250 mascarpone
Sbattere per bene gli ingredienti.

Bagnacaffè zuccherato
anisetta
acqua
alchermes

Decoromandorle spellate, tostate e tritate grossolanamente
cioccolata fondente tritata grossolanamente
panna montata zuccherata
zuccherini colorato

Riempimento della torta.
Una volta tagliato il pan di spagna in tre dischi ricordate che lo startosuperficiale divenderà la base della torta e quello inferiore diventerà il capello. La torta in pratica va rovesciata.

Bagnare il primo disco di Pan di Spagna con caffè-acqua-anisetta zuccherati. Bagnare leggermente, soprattutto ai bordi, senza esagerare.
Mettere la crema n.1 al caffè e cospargere con abbondanti mandorle tritate.

Bagnare il secondo disco con alchermes-acqua e mettere la crema al mascarpone, cospargere abbondante cioccolata fondente.

Bagnare il terzo ed ultimo strato (un pò piu degli altri) con caffe-acqua-anisetta zuccherati e decorare con panna montata e zuccherini.

4.4.17

Bocconotti di Montorio, secondo tradizione

Tipici dolci abruzzesi, pare che Montorio ne vanti l'origine. Questa ricetta l'ho avuta dalla nonna di mio cognato, Montoriese doc che ne sforna in gran quantità. Se nel Teramano in genere li si trova solo durante le feste natalizie, a Montorio li troverete tutto l'anno e posso garantirvi che sono molto buoni!


BOCCONOTTI di MONTORIO
Ingredienti

BASE della nonna
12 tuorli +2 albumi
300 g zucchero
250 ml olio oliva / semi
vanillina
buccia limone grattugiata
circa 600 g farina
NO lievito

OPPURE LA BASE UFFICIALE:
110 g di uova intere
188 g di tuorli
300 g di zucchero semolato
250 g di olio evo
750 g di farina 00
semi di 1 bacca di vaniglia
la buccia di un limone bio grattugiata

RIPIENO
Marmellata di uva o mista (ciliegia+uva) con aggiunta di cioccolato fondente  grattuggiato e mandorle tostate e tritate.

Procedimento
L'impasto deve essere morbido, formare una palla oleata coperta da pellicola e far riposare possibilmente tutta una notte.
Il giorno dopo negli appositi stampini in ferro oleati, o in quelli antiaderenti, adagiare un po di impasto, riempire e chiudere con un coperchietto di pasta (volendo cospargere di zucchero), come se fossero piccole crostate.
In forno statico a 180 gradi finche non sono dorati - circa 15 minuti. Enjoy.

3.4.17

Cicerchiata di Nicola

La cicerchiata per la prima volta l'ho assaggiata a L'Aquila, in una casa universitaria un pò sgangherata, fatta dal nostro amico Nicola. 
E' stato amore a primo assaggio anche se non l'ho mai fatta. Dopo essercene andati da L'Aquila, ahimè, non ne ho piu mangiata.
Quest'anno ho provato a farla ma la riuscita non è stata un granchè, per cui ho chiesto lumi al nostro saggio Nicola ed ecco qui la ricetta dei miei ricordi, che riproporro, magari al prossimo carnevale!

Ricetta tipica abruzzese, questa viene direttamente dalla prov di Chieti e potete fidarvi che è molto buona! 


CICERCHIATAIngredienti
-per l'impasto:
2 uova
3 cucchiai di zucchero
farina qb

-per la decorazione
100 g miele di acacia

olio di arachide per friggere

Procedimento
Formare un composto omogeneo e lasciar riposare 30 minuti. Procedendo come per gli gnocchi si fanno delle piccole palline e poi si friggono in abbondante olio di arachide.
A parte, in una pentola capiente, si mette il miele che va fatto bollire fin quando, fatto colare su un piatto, non scorre troppo (circa 5 minuti).
Si spegne, si aggiungono le palline fritte e velocemente, con le mani bagnate, si modella sul piatto da portata a forma di ciambella o si mettono in ciotoline monoporzione. Decorare, a piacere, con zuccherini colorati.

2.4.17

Dannazione. Uno crede di avere questo blog e su di esso tutte le ricette che conosce, quelle di casa, quelle della tradizione e invece proprio no. Mai scritte qui le ricette fondamentali, i basic. 
Me ne sono accorta visto che si avvicina il compleanno della Polpetta e mentre lo scorso anno la mia vita era ancora in subbuglio tra notti insonni e poppate ad ore da delirio, quest'anno, alle sogllie dei terrible two, incrociando le dita, pare che una certa quantita di sonno di seconda scelta riesca a farlo. Per cui, se lo scorso anno ho prenotato un catering italiano per festeggiare, quest'anno mi rimbocco le maniche e torno a lavoro, agli impasti, alle creme ecc ecc.
La pizza dolce, come ogni compleanno che si rispetti deve essere abruzzese e non s tosc. Altro che pasta di zucchero, crema di vaniglia, e chi piu ne ha piu ne metta. Qui ritorniamo alla Pizza Dolce, quella che ogni anno mi ha preparato e mi prepara (non sempre ahimè) mia mamma  e che da piccolissima veniva Zia Angeladea a preparare, portando con se i suoi nipotini che a fine impasto potevano leccarsi i cucchiai e le ciotole con l'impasto. E chi se lo scorda. Ora Zia Angeladea non c'è più, ma le tradizioni continuano e Polpetta avrà la sua Pizza Dogge, non ci piove. Ora sulla riuscita ecco non posso garantire, ma sull'impegno si!


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