10.12.15

LA MIGLIOR PIZZA FATTA IN CASA

La pizza più buona che io abbia mai fatto è indubbiamente quella dei Fables. Un mondo di panificazione e profumi dal forno e foto da acquolina che se solo avessi un pò piu di tempo proverei a fare il loro panettone, credetemi. Mi piacerebbe un sacco, ma dovrei prendermi 2 giorni di ferie dalla mia Pagnottina. Chissà se ce la farò per questo Natale.
Dicevamo, la pizza.
Tornando ad Abu, chiusa in un barattolino, portavo con me un pugnetto di pasta madre che ha ben digerito il volo e le attese ai check in e ai gates, ed è finita nel mio frigo a digerire farine che hanno tutti altri nomi e che sono indistinguibili ai più, con somma dedizione.
Per la pizza pensateci due giorni prima, datele il tempo di lievitare piano piano.
La cottura ha una grande importanza quando si parla di pizza, e qui ho trovato 2 dritte ce davvero fanno la differenza.

LA MIGLIOR PIZZA  fatta in casa con lievito madre

Ingredienti (per una leccarda)
150 g pasta madre rinfrescata (se 24h lievitaz. in frigo) oppure
100 g pasta madre rinfrescata (se 48h lievitaz. in frigo)
350 g farina 0
150 manitoba 
350 acqua
1 cucchiaino di malto (io ho usato miele)
2 cucchiai olio evo
1 cucchiaio di sale
Procedimento In una planetaria impastare il tutto partendo dalla farina, la PM spezzettata e un pò d'acqua. Aggiungere pian piano tutti gli ingredienti finche l'impasto non è liscio e omogeneo e ben incordato. Un 20 minuti basteranno, ma attenzione a non far riscaldare l'impasto. Far riposare 30 minuti. Riprendere, far due giri di pieghe e porre in frigo per circa 24 ore o anche piu. (Per una pizza piu bassa dividere l'impasto in due prima di metterlo in frigo).
Togliere dal frigo 4/5 ore prima dell'uso e aspettare il raddoppio. Stendere delicatamente su una leccarda e far lievitare altre 2 ore.
nb. Ho usato una passata di pomodori marzani A CRUDO (senza cuocerla), solo condita con olio, sale e origano.
nb. Accendere il forno a 250°C e quando raggiunge la temperatura mettere la pizza con la passata a crudo di pomodoro a contatto col fondo del forno per 5 minuti. Togliere dal forno, condire con tutti gli ingredienti ben sgocciolati e rimettere in forno, nella parte centrale stavolta,  per 13/15 minuti circa. Enjoy.

4.12.15

YOGURT intero AL CAFFE' senza yogurtiera, velocissimo

Lo yogurt in questo paese non è quello che piace a me. Il mio preferito? Yomo al caffè.
E qui nemmeno l'ombra. Lo so che dovrei passare al bianco senza zucchero etc etc ma proprio non ce la posso fà, quella non sono io. La me di questo periodo non potrebbe reggere caffè senza zucchero, yogurt senza zucchero e camomilla senza zucchero. Non sono pronta a togliermi la dipendenza.
Ho iniziato con la yogurtiera ma i sei vasetti son cosi pochi che tra e me e il Finn non durano tre giorni. Lavoro lungo. E poi si creava questo siero nella notte perchè di voglia di alzarmi a spegnere la yogurtiera non ce n'è!
Allora su qualche forum ho trovato una ricetta della nonna di una ragazza che lo faceva cosi e ho pensato perchè no. Magari non lo metto sul termosifone visto che qui non esistono, ma val la pena provare.

YOGURT intero AL CAFFE' senza yogurtiera, velocissimo

Ingredienti
1-2 litri di latte intero
1 yogurt bianco intero (quello greco è ottimo) come starter
1 macchinetta di caffè zuccherato a piacimento

Procedimento
In una ciotola con coperchio ermetico (quella nella quale conserverete il prodotto finito)  amalgamate per bene lo yogurt con il caffè. In un pentolino portate a bollore il latte e fatelo sobbollire per circa 5 minuti (piu tempo bolle e piu sara denso alla fine), togliete dal fuoco e fate raffreddare, portandolo a circa 40°C o a temperatura ambiente. Capirete di essere a 40°C quando immergendo il mignolino nel latte riuscirete a contare fino a cinque senza ustionarvi.
A questo punto buttate il latte nel vostro recipiente e mescolate mescolate mescolate per un minuto lungo lunghissimo. Chiudete, avvolgete in una copertina e mettete a riposare in forno spento con la sola luce accesa. Dopo 4 ore controllate se la consistenza dello yogurt vi aggrada, altrimenti prolungate la permanenza nel forno. Infine mescolate per bene con un cucchiaio e riponete in frigo.
Si conserva per almeno 10 giorni in frigo, nel ripiano piu basso.

24.11.15

Davanti, dietro e dentro casa.

La vista dalla mia finestra. 
Abu Dhabi sullo sfondo e qualche recinzione a significare un futuro palazzo a spazzar via pezzi di deserto. 
Il tramonto puntuale e bellissimo ogni giorno, cascasse il mondo.
Strade incomplete che si interrompono brusche.
La buffa freccia sull'asfalto che mi ha fatto notare il Finn,  indica una svolta a sinistra verso una strada che è solo un abbozzo di cio che sarà. Non sappiamo dove andrà e che percorso seguirà.

Alle mie spalle un campus che è casa, sicurezza, protezione, amicizie, una piccola grande famiglia. 

Dentro casa noi, finalmente insieme.
Il mio piccolo soggiorno che è diventato un teatro di gioco. Il tavolo con un allegro posto in più sempre un pochino sporco. Il silenzio che torna in questa casa a sprazzi, mai quando vorrei io. 

Il silenzio che ho dentro quando penso a quello che sta succedendo fuori di qui, in Europa, nel mondo. La prima pagina di Repubblica che mi terrorizza. Ogni notizia mi sembra il pezzo che va ad incastonarsi nel punto giusto a creare il punto di non ritorno. Spero di sbagliarmi.

Mio marito oggi diceva alla nostra bimba che per fortuna lei non ricorderà nulla di questo triste momento. Io lo spero, spero che tutto si aggiusti nella maniera piu leggera possibile.

Vi abbraccio tutti. 



10.10.15

rieccomi

Ma quanto tempo è passato dal mio ultimo post? quasi 5 mesi. Volati.
Mi sono sentita alternativamente e indistintamente:
-grata
-confusa
-incazzata
-impazzita
-reclusa
-sequestrata
-sfruttata
-innamorata
-immensa
-completa
-strapiena d'amore
-stravuota di tempo ed energie
-assonnata
-insonne
 ...e potrei continuare per sempre...
Lei è di là, che dorme e io qui riprendo le redini .....

NOOOO... S'è SVEGLIATA!
ciao

15.5.15

Neonati e rumori molesti

I neonati. 
Pensavo che la gamma di rumori che potessero fare andasse dal pianto inconsolabile a quello infastidito. 
E poi il silenzio della nanna.

Il silenzio della nanna. 
Nella realtà dei fatti a parte quelle 2-3-4 ore di sonno profondo in posizione di resa a quattro di spade nel sonno questi poppanti fanno una caciara inaudita. 

Mugugni.
Urletti.
Ronfate.
Puzzette.
Rumore inconfondibile di espulsione pupù.
Lamenti.

Per non parlare poi di quando il risveglio mio e del Finn coincide con una sonora puzzetta! che all'inizio ci guardavamo tra noi in modo accusatorio e invece era lei!

E tutto questo mentre ancora dormono, o stanno per svegliarsi. 

Non  sono affatto silenziosi questi neonati. 

Scordiamoci le belle dormite di un tempo.
Ormai quell'era è passata.

13.5.15

La principessina è tra noi!



L'ultimo post risale a un pò di tempo fa, a quando aspettavo con ansia che la mia piccolina si decidesse a farsi viva spontaneamente. Evidentemente non ne aveva nessuna intenzione tant'è che siamo finite in sala operatoria per il lieto evento. Lei è uscita fuori senza il minimo sforzo e beata si faceva un bagnetto sotto lo sguardo attento del papino mentre io venivo ricucita come una lonza. 

Ho pianto. Ero lì, impotente, in una fredda sala operatoria sterile ed impersonale quando ho sentito il suo pianto di vita e io ho pianto stringendo forte la mano della mia amica ostetrica e guardando negli occhi l'anestesista di turno.  Anestetizzata e legata ad un tavolo operatorio mentre la mia bimba veniva portata nell'altra stanza. E piango anche ora che mi torna alla mente. La gioia, la paura, l'amore tutto insieme.

L'ho vista avvolta in telo verde e ho pensato che era grandissima e che sembrava finta, un bambolotto della tv. Me l'hanno avvicinata e l'ho baciata sulla guancia questo esserino tutto mio che è un miracolo della natura, la dimostrazione che l'essere umano è una macchina perfetta.

Me l'hanno messa tra le braccia mentre ero ancora tutta tremolante e rimbambita e io quasi non ci potevo credere. Abbiamo passato tre giorni difficili in ospedale tra l'anestesia, il dolore, i sedativi e il digiuno. Una bimba nata a forza di camomille calde. Tra poppate estenuanti, una mamma claudicante, un papà sull'orlo del dover ripartire per il nostro paese lontano, alla fine ce l'abbiamo fatta. Abbiamo attraversato settimane dure tra gli ormoni altalenanti, la mancanza del papà/marito, la voglia di piangere, l'amore immenso, il conoscerci ogni giorno di piu con questa piccolina che viene da chissà quale galassia e la paura di sbagliare tutto. 


Alla fine abbiamo preso un volo intercontinentale prima ancora che la principessina compisse un mese -tra il dissenso dei parenti e la mia ansia immensa- e siamo tornate nella nostra casa sull'isola in mezzo al deserto e tutto è diventato piu semplice. La famiglia si è ricongiunta, sbagliamo secondo la nostra testa e ci svegliamo tra sorrisi e puzzette (della principessa). Certo che poi il papi ha pensato bene di star male e farsi operare a una settimana dal nostro arrivo... ma con l'aiuto della super zia ce l'abbiamo fatta. Siamo forti noi qui! :)

Ora vi scrivo dal divano, con la piccola in carrozzina che dovrebbe svegliarsi a momenti in preda ad una fame disperata, come solo lei sa fare! E io non vedo l'ora di riprenderla tra le braccia, anche quando mi prende tutte le forze e arrivo a sera piuttosto alterata. Ma poi la guardo e penso che è bellissima, che lei era nella mia pancia e che la natura è meravigliosa e miracolosa. 

Penso che noi tre possiamo vincere tutto, insieme.




27.3.15

Fette biscottate senza uova, burro e latte - con esubero di lievito madre




Vi scrivo nell'attesa che la piccola Fagiola recepisca lo sfratto esecutivo e si muova a respirare la sua prima boccata d'aria, ora che tutto e' pronto e io ho perso il mio comodino per far posto alla sua culla. Ogni momento e' buono e chissà' in quel preciso istante cosa mi capiterà', se avrò' gli occhi del terrore o quelli della felicita'. Staremo a vedere.
Ormai mi aggiro per il supermercato con una certa paura, quella che mi si rompano le acque davanti a tutti... cosa che credo sia successa  a ben poche persone, ma fatto sta che queste paranoie sono difficili da mandar via. Percio' sprecare quei 10 minuti nella ricerca delle fette biscottate mi e' sembrato assurdo e sono andata via ripromettendomi di farmele da me.
Tutti a dirci di non mangiare la nutella perche' c'e' l'olio di palma (e allora passiamo alla Rigoni) e le patatine fanno malissimo (e ne ho una busta da 1kg che aspetta di essere aperta da più di un mese)... l'olio di palma si annida ovunque in realtà'! Persino nelle insospettabili fette biscottate... integrali, ai cereali, ai semi, tutte strapiene di olio di palma e quelle del biologico costavano 4,5euro! 
Non temete ho rimediato con quelle fatte in casa, che alla faccia dei miei ultimi aborti culinari, sono riuscite proprio bene! Non fate caso alle dimensioni ma su due piedi non disponevo di due stampi da plumcake per cui ho preferito farle più alte piuttosto che fare due infornate!

Ingredienti
390 g di esubero pasta madre non rinfrescata a pezzetti
300 g di farina (io ho usato la 0 ma prossima volta proverò con una di tipo 2)
150 g di acqua tiepida
40 g di zucchero
10 g di miele
40 g di olio di semi(io ho usato quello evo)
5 g di sale
3-4 g di bicarbonato

Procedimento
Impastare tutti gli ingredienti finche' non avrete un panetto liscio e sodo. Dopo averlo fatto lievitare fino a raddoppio (circa 3 ore in forno spento con cucina accesa) rovesciatelo su un piano da lavoro, formate una sorta di rettangolo con le mani e arrotolatelo a filoncino. Tagliate in due e disponete in due stampi da plumcake foderati di carta da forno. Far lievitare ancora fino a raddoppio e poi infornare a 180 C per 40 minuti. Una volta cotto estrarre dal forno e far raffreddare completamente. Tagliate il panbauletto in fette delle spessore di 4-5 mm e, stese su una teglia, mettetele a tostare in forno a 150 C per circa 15 minuti, girandole negli ultimi 4 minuti. 
Riponete le fette, una volta raffreddate, in contenitori ermetici o in buste ben chiuse affinche' conservino la croccantezza.


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1.3.15

nove mesi


Nella mia pancia c'è una festa. Un rave party per la precisione. Con un esserino che sguazza e mi ricorda della sua presenza a calci e pugni. Simpatica no? Essì, è una femminuccia. E no, ancora non le abbiamo trovato un nome, se non Fagiola, nome che devo dire le piace parecchio visto che reagisce quando si sente "nominata". 


Giunte al nono mese possiamo dire che tutto è andato per il verso giusto, che ci siamo divertite  e fatte buona compagnia, che lei è riuscita a smussare molti angoli "orso" del mio carattere  e che mi ha fatto capire cosa vuol dire aspettare qualcuno.

Qualcuno che prima non avevi nemmeno mai immaginato potesse esserci nella tua vita a due, che andava alla grande anche così. Qualcuno che ti ha spaventato a morte e fatto capire che niente sarebbe stato piu come prima. Qualcuna che hai visto gia dentro la pancia e incredibilmente ci hai riconosciuto distintamente la bocca del Finn e il tuo modo di dormire. Qualcuna che gia fa parte della famiglia, anche se la parte più dura deve ancora venire. 

E allora questo nono mese sarà  un mese di preparazione fisica e psicologica all'evento, al nostro diventare tre.
 Ed è inutile dirvi la fifa che mi prende al solo sentir nominare la parola "travaglio". Ce la farò? Speriamo bene.....

28.2.15

Ravioli di ricotta teramani- dolci e salati




Da dove cominciamo? i ravioli nel teramano sono un must di Carnevale. E io potrei quasi scommettere che per decenni mia madre li ha fatti solo ed esclusivamente a Carnevale e poi basta, per tutto l'anno successivo.
Si fanno in due versioni, per mettere d'accordo tutta la famiglia: dolci e salati. C'è il papà che li mangia solo salati, il nonno che li vuole dolci, il suocero che li vorrebbe dolci ma se li mangia salati e io che ancora non so decidermi e li mangio entrambi.
La cosa stramba è che, siano essi dolci o salati, vanno rigorosamente conditi col sugo, quello classico al ragù oppure finto, per stare un pò piu leggeri. Contrasto che col dolce del raviolo ti lascia un pò interdetto ma che poi crea quella leggera dipendenza che ti spinge a mangiarne un piattone enorme.

27.2.15

Cornetti finta sfoglia di facile riuscita

La colazione è sempre stata per me un momento bellissimo. Al bar, con una persona cara, a parlare della giornata che ci aspetta o anche in silenzio, un cornetto vuoto ricoperto di mandorle e un cappuccio, o un latte freddo macchiato. Perfetta.

Il Finnis è il compagno ideale per la colazione, anche se ultimamente prende sempre il cornetto più buono del mio e beve troppo velocemente il suo cappuccio bollente. 

18.1.15

Benvenuto Gennaio! confessioni dal trio.

Finalmente torno tra le pagine del mio blog, tra i miei pensieri alla rinfusa. 
Cos'è successo... bellissimi cambiamenti. Per Natale siamo tornati in Italia e da quel momento il tempo è volato. Poi il Finn è ripartito e io mi sono data a lunghe camminate, tanto riposo e al crochet. E solo oggi riaccendo il pc. Il che devo dire non mi è dispiaciuto affatto, la vita reale è così piena quando ci si allontana da scrivanie e wifi.

 ..."lunghe camminate, tanto riposo e crochet"... ?!?!

No, non sono impazzita e nemmeno invecchiata improvvisamente... la novità è che siamo in TRE!!!


 Non che io abbia mai amato i bambini, le tutine, i corredini  e le culle... ma poi è successo che da noi due si sia generato un piccolo fagiolino che ci ha fatti subito diventare un trio, che ha cominciato a farsi accettare senza nemmeno farsi vedere, che ha questo suo caratterino da mostrare a calci pugni e testate (suppongo).

E io devo confessare che un pò di tenerezza m'è venuta da non so quale angolo remoto del mio essere orso e che ogni piccolo movimento è un attimo di felicità, la paura non troppo forte, il mio corpo in trasformazione lo vedo bellissimo e io mi sento serena, orgogliosa e innamorata persa del mio trio.

Per questa ragione ho iniziato a confezionare copertine a crochet.

Ora siamo alla fine del settimo mese e so che la confessione è stata un pò tardiva, ma all'inizio era tutto molto incerto nuovo e confuso. Ora c'è luce.

MEGLIO TARDI CHE MAI!



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