10.12.14

di malvagità e cranberries- torta ai cranberries

"Questa è la cosa più malvagia che mi hai fatto dal giorno del matrimonio"
Così la mia frizzante metà  ha commentato l'assaggio del primo cranberry fresco della sua vita. Io non ne ho avuto il coraggio.

Fatto sta che qualche giorno prima li avevo visti per la prima volta nella mia vita al supermarket e non avevo saputo resistere. Li ho presi. (La loro presenza era dovuta all'avvicinarsi del giorno del Ringraziamento, che prevede il tacchino accompagnato anche da una salsina dei suddetti).

Ma dopo l'affermazione sconsolante del consorte è sorto il dubbio su cosa farne. 
Alla fine, per farla breve, ne è nata una torta che -dopo essere stata assaggiata i maniera esplorativa dal Finn- ho reputato essere molto interessante per via del suo contrasto tra il sapore forte/acidulo dei cranberries e la dolcezza propria della torta. 

Così, se anche voi vi state chiedendo cosa fare di quei frutti poco commestibili che avete in frigo, non vi rimane che provare a impastare questa robina qui!

27.11.14

Pesto di broccoli - assolutamente da provare


Dopo il post disperato dell'altra volta eccomi qui nel pieno delle mie facoltà psico-fisiche a rispolverare queste pagine e a dire, a chi si è preoccupato, GRAZIE! grazie per i vostri messaggi su facebook e scusate se non ho risposto ma ci sono state giornate NO e quando tutto è passato non mi andava di ripensare a questa sporca storia. Ma forse un giorno ve ne parlerò. Però sappiate che ho apprezzato ogni vostro messaggio, ognuno mi ha scaldato il cuore.

Dicevo. L'equilibrio è stato ristabilito e dopo la fuga in terra natia eccomi di nuovo qui, nel deserto Abu Dhabino a portare avanti quest'avventura.

A cercare di sopravvivere alla mancanza di verdure a foglia verde. In realtà in valigia ho portato bieta, cicoria e rape lesse... ma non diciamolo a chi mi conosce di persona, è un pò vergognoso! fatto sta che conservo nel freezer queste bustine verdi come fossero qualcosa di magico e introvabile, come l'ingrediente indispensabile per una pozione miracolosa. SI, lo so, non sto tanto bene! ;)
Per cui, almeno per i primi 10 giorni le mie bustine sono intoccabili, reliquie, e ci diamo al broccolo trovato da Waitrose che faceva bella mostra di se a prezzi vergognosi.

Questa ricetta non l'avevo mai immaginata e invece nei vostri blog ne ho trovate moltissime versioni che mi hanno entusiasmata. Quella più temeraria prevedeva di frullare il broccolo nature, crudo, come si fa col basilico. Io ho preferito lessarlo qualche minuto, ma magari la prossima volta ci provo, hai visto mai! Alcune al posto dei pinoli aggiungevano mandorle o noci e anche basilico... io l'ho fatto come segue, semplice e buonissimo, nonchè delicatissimo.

PESTO DI BROCCOLI (per 2 persone affamate e 200 g di pasta)300 g di broccolo verde lessato per 8 min
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 cucchiai di pinoli
1 cucchiaio olio evo
sale q.b.


Procedimento. Una volta lessati i broccoli non buttate l'acqua di cottura ma conservatela per lessare la pasta. Scolate il broccolo e insieme a tutti gli altri ingredienti mettetelo nel mixer e frullate per bene. Se la consistenza non è abbastanza cremosa potete aggiungere qualche cucchiaio di acqua di cottura. Assaggiate con un cucchiaio: non è buonissimo?
Una volta pronto mettetelo in una padella e buttateci dentro la pasta cotta molto al dente e fate amalgamare per bene per qualche minuto. Semplice no? enjoy!

ps. Se ve ne avanza un pò potete metterlo in un vasetto e congelarlo per la prossima pasta!

20.10.14

Plumcake al profumo di frutti di bosco


Una settimana da incubo sta per finire e io gradualmente comincio a vedere la famosa luce in fondo al tunnel. Quella che avverti debolmente dietro una curva e non sei nemmeno certa che non sia solo un'allucinazione. Era vera. Ora sto bene, respiro, ho allontanato tutti i pensieri negativi che si erano impossessati di me, piegata dal dolore.
Sono 5 giorni che non esco di casa ma va bene così, mi sento finalmente al sicuro. 
E' la prima volta che qui ad Abu mi sento in pericolo, la prima volta che non so dove sbattere la testa, la prima volta che il terrore si impossessa realmente di me. 
E' passato. Non so cosa sia successo nello specifico e a giorni tornerò in Italia, per capire. 

Cercando di allontanare i brutti pensieri non appena sono tornata in piedi ho cominciato a cucinare, infornare, imburrare, sfornare. Ed è stato davvero confortante.
Il mio amatissimo plumcake mi ha aiutato molto. La ricetta la consiglio assolutamente, perchè semplice, di facile riuscita e assolutamente deliziosa.

Plumcake al profumo di frutti di bosco
Ingredienti
2 vasetti yogurt ai frutti di bosco (o pesca, o quello che vi piace di più...)
2 uova
130 g di zucchero
100 ml olio semi (o burro)
200 g farina 
30 g amido mais
scorza di limone
1 bustina lievito angelo
1 pizzico di sale
frutti d bosco (che io non avevo)

 Procedimento. Montate perfettamente le uova con lo zucchero finchè non saranno spumose, aggiungete lo yogurt, l'olio, la scorza grattugiata del limone e amalgamate il tutto. Gradualmente aggiungete la farina setacciata con il lievito, un pizzico di sale e sbattete sbattete sbattete. Aggiungete se li riuscite a reperire, i frutti di bosco e amalgamate dolcemente. Versate il composto in uno stampo per plumcake e mettete in forno a 170°C per circa 50 minuti.

24.7.14

Gelato alla Nocciola- fatto in casa con gelatiera

[foto rubata alle ultime cucchiaiate]

Allora come procede la vostra calda estate? Lo so, inutile fare umorismo sulle ferie che volano via tra temporali, pioggia e freschetto freddo. Sul lungomare della mia città si vedono anime in pena/ spiriti fluttuanti aggirarsi con ombrelli in mano e impermeabile, i piu temerari in bicicletta aspettando che qualche raggio di sole scaldi il lettino che hanno pagato con largo anticipo. Arriverà l'estate? Io aspetto con ansia che il Finn vada in ferie per poter dare il via alle vere vacanze. Già pregusto giornate in anonimi paesini dell'entroterra marchigiano ed abruzzese, bombardamenti di foto su instagram, prodotti tipici, sagre serali, e infine - o per iniziare- la France!
Nel frattempo mi dedico ai gelati, per la gioia del Finn!
La sperimentazione del gelato continua e questa settimana è la volta della nocciola, uno dei gusti piu amati dal mondo. Per me è stato sempre un gusto troppo dolce e banale, ma con la gelatiera si riscoprono i veri sapori degli ingredienti e certe volte è davvero una piacevole sorpresa. E allora che gelato alla nocciola sia!
GELATO ALLA NOCCIOLA homemade
100 g di nocciole tostate e sbucciate
330 g latte fresco intero
1 tuorlo
90 g zucchero
mezza bacca di vaniglia

Procedimento. E' lo stesso del gelato al pistacchio :)
*Se avete delle nocciole NON tostate non disperate: TOSTARE LE NOCCIOLE SI PUò! mettendole in forno a 160°C per 12 minuti circa.  Tolte dal forno e fatte raffreddare, strofinandoli tra le mani la pellicina dovrebbe venir via quasi tutta. [Se volete ovviare al problema di qualche pellicina che persiste potete prima buttarle in acqua bollente per pochi minuti, sbucciarle, farle asciugare e procedere alla tostatura]. Più sarà lunga la tostatura e più il sapore sarà intenso, sempre senza esagerare*.
  1. PASTA DI NOCCIOLA. In un piccolo tritatutto/mixer fate frullare le nocciole per qualche minuto finchè non si crea la pasta.
  2. Sul gas, in un pentolino versate il latte, lo zucchero, il tuorlo e i semini della vaniglia; amalgamate con un frullatore ad immersione e tenetelo sul fuoco finchè il composto non raggiungerà 80-90°C, e a quel punto il tuorlo sarà pastorizzato.
  3. Togliete dal fuoco, aggiungete la pasta di nocciole ed amalgamate ancora con il frullatore ad immersione. Fate raffreddare del tutto.
  4. Versate il tutto nella vostra gelatiera già in funzione e attendete il tempo necessario perchè il gelato sia pronto. La mia gelatiera impiega circa 30 minuti.
  5. Riponete in congelatore per almeno 30 minuti e al momento opportuno portate in tavola e... enjoy!

23.7.14

Gelato al pistacchio fatto in casa


Certi giorni mi vengono in mente delle cose che devo assolutamente avere: da quel momento in poi non c'è ritorno, state pur certi che mi procurerò l'amato oggetto del desiderio. 
Qualche settimana fa è stata la volta della gelatiera. E' successo nel preciso istante in cui la mia amica Vale mi ha parlato del suo godurioso gelato al pistacchio ed io ho pensato che ad Abu mi avrebbe fatto proprio comodo e... poi una sera mi si materializza davanti nel reparto elettrodomestici esattamente il modello che cercavo e che amazon, stranamente, non aveva. 
DESTINO. Il gelataio simac è diventato mio.
La ricetta l'ho presa da uno dei blog che adoro e che non mi delude mai: Croce e delizia.

GELATO AL PISTACCHIO homemade
80/90 g di pistacchi
330 g latte fresco intero
1 tuorlo
90 g zucchero
mezza bacca di vaniglia
Procedimento.
  1. TOSTARE I PISTACCHI mettendoli in forno a 160°C per 7-9 minuti.  Tolti dal forno e fatti raffreddare, strofinandoli tra le mani la pellicina dovrebbe venir via quasi tutta, anche se a me non succede mai e ne resta sempre una certa quantità. [Se volete ovviare al problema potete prima buttarli in acqua bollente per pochi minuti, sbucciarli, farli asciugare e procedere alla tostatura]. Più sarà lunga la tostatura e più il sapore sarà intenso, sempre senza esagerare.
  2. PASTA DI PISTACCHIO. In un piccolo tritatutto/mixer fate frullare i pistacchi per qualche minuti finchè non si crea la pasta di pistacchio.
  3. Sul gas, in un pentolino versate il latte, lo zucchero, il tuorlo e i semini della vaniglia; amalgamate con un frullatore ad immersione e tenetelo sul fuoco finchè il composto non raggiungerà 80-90°C, e a quel punto il tuorlo sarà pastorizzato.
  4. Togliete dal fuoco, aggiungete la pasta di pistacchio ed amalgamate ancora con il frullatore ad immersione. Fate raffreddare del tutto.
  5. Versate il tutto nella vostra gelatiera già in funzione e attendete il tempo necessario perchè il gelato sia pronto. La mia gelatiera impiega circa 30 minuti.
  6. Riponete in congelatore per almeno 30 minuti e al momento opportuno portate in tavola e... enjoy!
Ovviamente col pistacchio di Bronte tutto dovrebbe essere molto più buono, ma il mio gelato è venuto perfetto anche con il pistacchio venuto dal lontano mondo arabo -che ho portato in terra natia sprezzante del pericolo peso eccessivo in valigia!  Inoltre la tostatura più decisa e qualche buccia in più hanno dato al gelato un gusto ancora più deciso che mi è piaciuto davvero molto.

5.7.14

Pesto al basilico - quello del mio orto



Tra le cose che ci piacciono un sacco possiamo annoverare il pesto, nonostante con Genova io e mia sorella [laContessa] c'entriamo ben poco e a dire il vero non ci siamo mai state.
Rito d'inizio estate è il frulla frulla del pesto che, sì lo so, si dovrebbe pestare, appunto, in un bel mortaio, ma che noi abbiamo recepito con la tradizione moderna. Non posso dire 2.0 perchè il frullino di mia mamma è più una macchina infernale, nata per testare la pazienza delle figlie. 
Mio padre si occupa di far crescere rigogliose le piantine del basilico e noi, piccole operaie, lo trasformiamo in una linfa verde e deliziosa, granulosa quanto basta.
Ne facciamo piccoli vasetti da riporre in congelatore in dosi da 2-3 persone da tirare fuori la mattina prima di uscire per andare a lavoro oppure scongelare in microonde mentre la pasta è in cottura. Una volta aperti se non consumate tutto il pesto potete conservarlo in frigo per circa 2 giorni. 


Pesto al basilico
Ingredienti per 2 persone

80/90 g di foglie di basilico lavate ed asciugate
1 cucchiai di parmigiano
1 cucchiaio di pecorino
1,5 cucchiai di pinoli
1 cucchiaio di olio evo
1 pizzico di sale

Procedimento. Mettere tutti gli ingredienti nel frullatore e frullare come pazzi finche il tutto non diventerà della consistenza desiderata.


Ne facciamo piccoli vasetti da riporre in congelatore in dosi da 2-3 persone da tirare fuori la mattina prima di uscire per andare a lavoro oppure scongelare in microonde mentre la pasta è in cottura. Una volta aperti se non consumate tutto il pesto potete conservarlo in frigo per circa 2 giorni. 

La Contessa all'opera col nostro frullino sfigatissimo e i pinoli Iraniani

4.7.14

Peperoni ripieni


Dopo i pomodori ripieni un altro piatto della mia tradizione familiare sono - indovinate un pò? -i peperoni ripieni! Pare che le verdure da sole non piacciano ai bimbi per cui, la me da piccola detestava pasta verdure e pane e si nutriva essenzialmente di cotolette e brioche. I peperoni ripieni facevano eccezione: li adoravo! ovviamente dopo aver rimosso minuziosamente ogni residuo di peperone dal ripieno. Diciamo che svestivo il ripieno sfilando il peperone, il che, diciamocelo, è un'arte non da tutti.
Ora che mangio addirittura i pomodori [ma non i cetrioli] è tutto diverso!
Il ripieno diciamo che può variare da una base di carne ad una di tonno e per i piu coraggiosi ad una tonno-macinato. Tutte ottime, per me che le ho assaggiate tutte RIPETUTAMENTE!

1.7.14

Le prove che sono ancora viva


Luglio col bene che ti voglio.. na na na na na... na na na na!
Luglio è arrivato, i campi di grano sono sensazionali e ieri ha grandinato e piovuto tutta la notte a tal punto che ho sentito il dovere morale di far entrare la gatta in camera e consentirle di ficcarsi sotto il letto.
Non esistono più le stagioni di una volta, eppure Luglio è bellissimo sempre.
Nonostante per me sia estate tutto l'anno in quel di Abu.


Adesso siamo in Italia, dal mio terrazzo si vede il mare e mangio verdura come se non ci fosse un domani. Abbiamo riabbracciato tutti, alcuni mi hanno già spostato il sistema nervoso, siamo stati ad un matrimonio e abbiamo più o meno festeggiato il mio compleanno. 

Grazie al cielo nessuno mi aveva comprato le candeline, per cui usando rimasugli di altrui compleanni ho rimediato un 2 e un 5. Potevo scegliere di soffiare su un 52 o un 25 ed io ho fatto la scelta più ovvia, sebbene una foto con un bel 52, aposteriori, mi sarebbe piaciuta un sacco.

Mi sono ubriacata ad una festa e mi sono presa una bella storta con conseguente zampa d'elefante. In realtà non volevo bere ma poi mi sono guardata intorno, ho scrutato la composizione degli avventori e mi sono detta: o passi tutta la serata a riflettere e deprimerti oppure bevi piu di quanto ti vada e ti butti in pista. Ho ballato una sorta di salsa con vari volteggiamenti su una base che solo giorni dopo ho sospettato essere sbagliata. Ho fatto colazione alle 6 di mattina e ho un buco temporale di cui ricordo solo pochi istanti. Tante risate. Nell'ubriachezza mi succede sempre di essere piu simpatica di quanto non sia nella vita di tutti i giorni. Sarò simpatica anch'io sotto sotto?
Vi ho raccontato tutto questo per rimettermi un po a pari e dirvi che sono ancora viva.
E con sommo piacere accetto il Liebster Award consegnatomi da Phaedra, la seconda persona conosciuta tramite il blog in tutta la mia vita (ve l'ho detto che sono orso).



Ora le regole prevedono di:
- ringraziare chi mi ha nominato (Phaedra che bello averti incontrata)
- rispondere a 10 domande da parte di chi mi sceglie
- nominare altri 10 blog/siti con meno di 200 followers
- proporre altre 10 domande ai nominati
- avvisare i vincitori

Ecco le mie risposte alle 10 domande:
1- Immagina di avere una giornata libera, tutta per te. Niente lavoro, panni da stirare o faccende da sbrigare. Come occuperesti il tempo?
Uscirei di casa per fare una lunghissima passeggiata, farei una colazione lenta, chiamerei le mie amiche per un caffè e guarderei, spalmata sul divano, un bel film.
2- Qual è il ricordo più bello che hai della tua infanzia?
La mia bisnonna che mi fa fare la ruota davanti casa col sole che ci scalda e lei che sorride e mi fa girare all'impazzata.
3- Qual è il tuo comfort food, il cibo che cucini (o che compri) per coccolarti? 
Cioccolato fondente come te nessuno mai.
4- Qual è la cosa che ti fa più arrabbiare?
La superficialità e la negatività di alcune persone.
5- Qual è il tuo fiore preferito?
Peonie ed ortensie!
6- Raccontami un tuo sogno nel cassetto.
Devo ancora sognarlo.
7- Qual è il posto più bello che hai visitato?
Il Bug Sur e Positano
8- Cosa ti mette in imbarazzo?
dover parlare di me e uscire allo scoperto
9- Com'è la tua colazione ideale?
Banalissima: cappuccino e cornetto, da Sprint!
10- Qual è stata la cosa più assurda che hai fatto, nella tua vita?
Credo di non aver ancora fatto nulla di così assurdo, ahimè!

Chi nomino?

Le domande a cui rispondere:
  1. Cosa ti rende cosi felice da non desiderare altro
  2. Cosa ti trattiene dal realizzare un tuo sogno
  3. Cosa eviteresti ogni giorno, se solo potessi
  4. Qual è il tuo principale obiettivo nel prossimo futuro
  5. Come ti vedi fra 10 anni
  6. Sei diventata ciò che sognavi 10 anni fa
  7. Cosa fai quando vuoi liberare la mente
  8. Cosa impegna le tue giornate, lavoro a parte
  9. Il tuo piatto preferito
  10. Il tuo luogo preferito

19.6.14

di valigie e sapori di casa

Sto ripartendo. Le valigie aperte in soggiorno sono piene di datteri e frutta secca, siamo al limite del peso consentito e non vediamo l'ora di riabbracciare i nostri cari e rivedere la nostra amatissima Italia coi suoi vecchi mattoni ad ogni angolo.

La ricetta di oggi è una di quelle che mi prepara sempre la mia mamma nelle sere d'estate in cui la voglia di cucinare è poca e l'orto è pieno di frutti. Si raccolgono un certo numero di pomodori maturi e caldi e si comincia la preparazione. 

Mia madre lo fa sempre ad agosto, quando il mio orto è pieno di pomodori giganteschi, maturi e succosi... io mi sono adattata a dei pomodori del supermercato.... perciò non è venuto proprio come lo desideravo, ma una cosa piuttosto simile....

Certe volte d'estate mia madre esordisce dicendo :"Serè, che dici, masser facem li pummador arrosht?" 
E io, tutte le sante volte, dentro di me penso: mitico! per una volta c'ha n'idea buona! e dico :"ok".

Mia madre è una gran cuoca, anche se ADORA burro, cotiche fritte, dado e estratto di pomodoro. Cose che io, per lo più, detesto.


Questi pomodori ripieni al forno sono facili, veloci, gustosi, dietetici, leggeri e soprattutto BUONISSIMI! l'unica pecca è che bisogna accendere il forno, ma si può sopportare per cotanta bontà. 
Pomodori arrosto
(e non chiedetemi perchè mia madre li chiama così)

Ingredienti (per 2 persone):
5 pomodori ben maturi (tipo cuore di bue)
1 scatola di tonno 
pangrattato q.b.
1/2 spicchio d'aglio tritato finemente (facoltativo)
prezzemolo a volontà
olio evo, sale e pepe q.b.

Procedimento:
1. Tagliate le calotte ai pomodori, con le dita svuotateli dei semi (si formeranno delle sacche) e togliete le parti verdi. Poggiate a testa in giu su di un piatto.
2. Preparate il ripieno. In una ciotola sbriciolate il tonno, aggiungete il pangrattato e un filo d'olio. Amalgamate per bene, aggiungete l'aglio e il prezzemolo, salate e pepate. Per l'olio regolatevi secondo quanto vi piacciono umidi dopo la cottura, io direi di "quasi"abbondare.
3. Prendete i pomodori, riempiteli del composto e metteteli in una teglia dove possano stare ben stretti (come nella foto). Nella teglia avrete messo della carta da forno, essenziale per evitare che si attacchino.
4. Irrorate con un pò d'olio e infornate per una mezz'oretta a 180°C.
ENJOY!

La ricetta fa parte della raccolta Piatti tipici di famiglia (le ricette estive) che noi dell'Abruzzo in tavola stiamo portando avanti per far conoscere dal lato culinario quella che è una regione meravigliosa: l'Abruzzo! 
E io vi inviterei, se vi trovate di passaggio in Abruzzo o lungo i suoi confini, di fermarvi un attimo, addentrarvi per qualche km e godervi quello che la nostra regione ha da offrirvi! Tornerete sicuramente!

Ecco le altre ricette:

8.6.14

Quello che non dovrebbe mai succedere ad una donna


La cosa in assoluto che non dovrebbe mai succedere ad una donna è perdere le scarpe.
Non dovrebbe perderle accidentalmente, di proposito, per volontà altrui. Solo a Cenerentola pare sia andata bene.
Io sono tuttora incredula e amareggiata.

Ho perso le scarpe che avevo comprato due settimane fa. Quelle tortora e profondamente chic. Quelle che avevo comprato per il matrimonio e che giorno dopo giorno, bolla dopo bolla, cercavo di ammorbidire e rendere più friendly. Le tanto amate/odiate.

Intendiamoci. Non è che le abbia perse passeggiando o che le abbia dimenticate in riva al mare o che mi sia addormentata e qualcuno me le abbia sfilate. Non le ho nemmeno perse in un trasloco e mia sorella non c'entra- non le ha rubate.

E vi ricordate tutta quella storia per cui "ahhhh... mi mancheranno le pulizie in casa... "? beh dimenticatela.

Le amate/odiate le avevo riposte nella loro scatola, sotto la scrivania. 
Due giorni dopo le cerco e ricerco per ammorbidirle ancora un pò in un pranzo fuori e non si trovano più. Nemmeno il Finn riesce a trovarle: lui, che è l'addetto a scovare ogni mio recondito nascondiglio, dove penso che le cose siano al sicuro... e si le metto qui che tanto lo ricordo e invece no. Lui ritrova i miei frammenti di ragionamento da nascondiglio dimenticati.

Delle scarpe nemmeno l'ombra.

EPILOGO: Il ragazzo delle pulizie le aveva buttate nella spazzatura, perchè sotto alla scrivania erano troppo vicine al secchio della spazzatura.

Quant'è che manca al trasferimento???????

Per tirarmi un pò su di morale ho comprato un paio di Birki, che nonostante siano tra le scarpe in assoluto più brutte della storia, d'altro canto sono anche le più comode dell'universo tutto. Provare per credere!

ps. Spero almeno che le mie scarpe nuovissime siano state raccattate da qualcuno nella spazzatura e magari finite in un mercatino dell'usato e infine tra le mani di chi possa continuare ad amarle. Non riesco ad immaginarle tutte sole in una discarica a boccheggiare e imprecare contro la loro stolta padrona!

3.6.14

mi sopravvalutano!

FINN - Brava Sere! proprio buona questa ricetta!
 IO      -  ... :)
FINN - Ma che brava! ci hai messo pure i pinoli!
IO       - ...mmmm... no! i pinoli non ce li ho messi... -.-
FINN -...???.. allora che mi so' magnato?
IO       - ....?
FINN - Nooooo, era un seme di limone... bleah che amaro!
IO       - ...!


C'è isola ed isola!

Stasera cena libanese. Hummus e falafel come se piovessero.
Domani il Finn resta a casa a lavorare perchè il suo lab è in fase di spostamento.
E anche noi stiamo per spostarci.
Finalmente smetteremo di vivere in un appartamento dentro un hotel e avremo una sorta di casa nostra. Da addobbare e da disordinare. Sono comunque certa che mi mancheranno le pulizie quotidiane e i portinai simpaticissimi che a qualsiasi ora del giorno e della notte cercavano di propinarci il loro italiano di recente acquisizione: uno spasso!
Dicevo. Finalmente avrò un forno, un uomo da schiavizzare per portar fuori la spazzatura, dei mobili da spolverare da me e un lavandino da lasciare pieno di piatti da lavare.


Il trasferimento sull'isola è imminente. 

L'11 giugno i nostri 4 pacchetti saranno prelevati e portati a casa nuova. Io abbraccerò la mia orchidea, al Finn delegherò la gardenia e tutti e 4 ci avvieremo nella nostra nuova dimora.


Ma non immaginatevi un'isola deserta e rigogliosa, ecco.

Nonostante sia arrivato persino Clinton per "la prima volta nel campus" in realtà la nostra nuova abitazione è più una cattedrale nel deserto.



Spaventevole no? però state tranquilli che è a soli 10 minuti dal centro. Ed in pochi anni, TADAN, guardate cosa diventerà! 


29.5.14

Resoconto

Resoconto dei primi 7 mesi ad Abu Dhabi, questa sconosciuta.

28.5.14

LE DIECI RACCOMANDAZIONI


Vi copio ed incollo un articolo del Sole 24 ore, per chi se lo stesse perdendo. Io scopro queste cose sempre grazie alla Lo, la mia guru! ;)
Ecco 10 raccomandazioni per chi vuole cambiare rotta e guadagnarci in salute. Arrivano dal Fondo Mondiale per la ricerca sul cancro (WCRF) e oggi entrano a far parte del Codice europeo (Ecac) per la prevenzione del carcinoma mammario.

LE DIECI RACCOMANDAZIONI

1. Magri è meglio: cerchiamo di mantenerci snelli

Un significativo eccesso di peso accresce drammaticamente il rischio di sviluppare patologie, dai disturbi cardiovascolari, al diabete, ai tumori. Volete conoscere se il vostro peso è accettabile? Calcolate l'indice di massa corporea (Bmi, è uguale al peso in Kg diviso per la propria altezza in metri elevata al quadrato). Ad esempio una persona che pesa 70 kg ed è alta 1,74 ha un Bmi = 70 / (1,74 x 1,74) = 23,1, cioè appena superiore all'intervallo considerato normale. Il valori che rientrano nella norma sono compresi tra 21 e 23 (tra 18,5 e 24,9 secondo l'Organizzazione mondiale della sanità).

26.5.14

Liberi DA e liberi DI


Mi trovo in un posto strano, con un caldo indicibile, una fantastica piscina e una simpaticissima personal trainer che lunedì  oggi si sposa. Anche lei è qui, come me, un pò per caso un pò per necessità: si incontrano un numero impressionante di persone nella tua stesa situazione che non immaginavi potessero esistere. 

Fa un caldo assurdo dicevo. Ieri uscendo da un negozietto di tesori trovato per caso al Finn si sono appannati gli occhiali e una sensazione di umidità assoluta si è impossessata di noi. Trovare un negozio di libri usati significa trovare qualcosa di speciale da queste parti. Vuol dire che c'è, in definitiva, qualcosa che stratifica, un segno lasciato dal passaggio di centinaia di migliaia di storie. C'è la volontà di salvarle, le storie, di conservare, di custodire, di risparmiare (parole che qui hanno poco senso).

25.5.14

Cous Cous Zafferano, Pomodori Secchi e Fave

Il mese di Maggio per noi di L' Abruzzo in tavola è il mese dello zafferano: lo celebriamo con ricette della tradizione e non, ma rigorosamente con zafferano aquilano! Date un'occhiata alla nostra pagina facebook e ne scoprirete delle belle... di ricette!


Ovidio racconta che tanti ma tanti anni fa, viveva una ninfa chiamata Smilace che si era innamorata – ricambiata – di Krocus, un giovane guerriero. Ma gli Dei contrastavano questa relazione e facevano di tutto per interromperla, rendendoli ossessivi, litigiosi e infelici. Infine Krocus si suicidò, Smilace impazzì e gli Dei, stavolta pietosi, li trasformarono ambedue in piante. 
 Lei in Smilax aspera , dalle foglie a forma di cuore e i rami flessibili e spinosissimi, simbolo d’un amore tenacissimo ma esacerbato. 
 Lui in Crocus sativus, fiore viola come la passione superba (aveva osato innamorarsi d’una divinità!), ma dal cuore color del sole.  E proprio dai tre piccoli stimmi che formano il cuore d’oro del croco si ricava la preziosissima polverina chiamata zafferano. [fonte]

[in fondo altre curiosità]


Lo zafferano è per me un qualcosa di magico, delicato, bellissimo. 
Non ne avevo mai sentito l'odore finchè non ho iniziato l'università a L'Aquila. Non mi davo pace sul perchè mia madre non l'avesse mai usato. Poi una volta siamo stati in montagna e ho raccolto un fiorellino bellissimo su un altopiano e i miei amici aquilani tutti lì a sgridarmi. Non sapevo fosse zafferano. Quel fiore ce l'ho ancora schiacciato in chissà quale libro della mia libreria, un giorno lo ritroverò e mi ricorderò nitidamente di quell'altopiano. 
Per il momento mi limito a viaggiare con un'ampollina di pistilli di zafferano in valigia ovunque vada, anche qui ad Abu Dhabi. Rigorosamente aquilano. Anche se da queste parti è diffusissimo quello iraniano, e il tizio al mercato delle spezie che tentava di vendermi lo zafferano iraniano quasi non ci credeva quando gli ho detto che ce l'abbiamo anche noi in Italia! 
Cous Cous Zafferano, Pomodori Secchi e Fave

20.5.14

Al Ain


"Al Ain, la terra natia di Sheick Zayed è qualcosa di galleggiante nel tempo e in uno spazio compreso tra l'Oman e il Golfo Arabico, dove le donne portano due o tre chili di bracciali, dove l'acqua sgorga a 60 gradi da un sottosuolo benedetto da Allah e i cavalli vagano bradi. Un'oasi sconfinata dai vespri color del melograno dove padri e nonni degli emiri vivevano ancora tra le capre". da Harem di Vittoria Alliata

14.5.14

Letture Abu Dhabine - magia allo stato puro.




Abu Dhabi: quando lo udii, mi parve un nome magico. Vedevo gia sabbie fosforescenti e pugnali d'argento sbalzato, le acque immobili del Golfo, i pescatori di perle, e le carovane cariche di datteri. Udivo il suono del liuto in una tenda nera, il nitrito dei purosangue tra le dune, e il pestello d'ottone che batte, ritmico, nel mortaio. Sentii la fragranza dell'aloe, e sulla pelle provai l'arsura di un'estate perenne, dove "l'ombra non ha ombre" e il sole non dà mai tregua. Non sapevo che proprio in quella dimessa villetta sulle pendici di Beirut, dove ero capitata quasi per caso, avrei trovato l'Arabia.
Abu Dhabi vuol dire "Padre di gazzella". E' il nome di un reame lontano mille miglia e grande metà della Sicilia. In Occidente, i pochi che ne conoscevano l'esistenza la chiamavano Costa dei Pirati: lì, all'estrema punta dell'Arabia, vive la più fiera tribù del deserto. 
Su di essa regnava un tempo un emiro saggio e accorto, rispettato dai nemici per la sua durezza e dai sudditi per la sua equanimità. Aveva saputo, in quasi quarant'anni di regno, pacificare le faide tribali, difendere il territorio dalle mire di vicini assai potenti, e tenere a bada persino gli inglesi, di cui Abu Dhabi era un protettorato.

12.5.14

San Francisco, un anno e mezzo dopo

San Francisco è una città strana. In alcuni momenti bella da lasciarci il fiato, poi giri l'angolo e  ti senti in pericolo, entri in un bar e ti senti a casa, incontri uno sconosciuto e ti sembra un amico, vedi gente che non avresti mai immaginato e non sai se rimanere scioccato o se ormai ti sembra tutto normale. Questo credo sia vero un pò per tutta la California, ma qui DI PIU'.


Questo post avrei dovuto scriverlo un anno e mezzo fa ma figuratevi se l'ho fatto... avevo lasciato il tutto incompiuto e forse oggi è il caso di risfoderare le vecchie foto e mostrarvi qualcosina.


Novelli sposini provenivamo dal Sud, da posti meravigliosi. Io avevo ancora la sindrome da abbandono del tetto famigliare, e dei capelli lunghissimi (sigh). Il Finn aveva quei 5-7 kg in più che mi piacevano tanto e io quei 5 kg in meno che mi piacevano tantissimo. Facevamo lavatrici on the road. Momento nostalgia finito.


8.5.14

Insalata di Quinoa

Credo che questa sia la prima volta che cucino la quinoa. 
La prima volta che l'ho mangiata ero al mare, vicino casa.
La seconda volta ero a Trieste, in un ristorantino dentro una Chiesa dentro un bosco, gestita da ragazzi del servizio civile.
La terza volta è stato qui, ad Abu Dhabi.

7.5.14

Guacamole


Da quando frequento i supermercati abudhabini ho sempre tra le mani quantità di frutta esotica spaventose. 
Con la maggior parte non so mai cosa farci. 
L'avocado invece continua, imperturbato, la sua storia d'amore con me. 
In tutte le salse. 
Specialmente questa qui, dalle origini azteche.

4.5.14

Toastissimo- cosa mangiare da soli davanti alla tv


"Io non potevo che tacere. Cosa sapevo di quel mondo? cosa mi avevano insegnato la mia elitaria scuola francese, la mia colta famiglia e la mia provvida TV? Forse l'Oriente si specchiava nella ferocia d'Yvonne con maggiore schiettezza che nelle Mille e Una Notte. Da quel viaggio, uno fra i tanti, a Beirut piuttosto che ad Amburgo, cosa mi aspettavo di diverso? Da quella vaga ricerca di un altrove, provvisoriamente etichettato Arabia, cosa potevo pretendere? La Felicità? Il Sapere? L'Amore? E perché avrei dovuto trovarli in Oriente?
...Le certezze d'Yvonne mi appagavano come verità. Lei non possedeva speranze ma solo convinzioni. Invocava la Patria, la Fede, eppure il suo torrenziale sibilo non suonava mai enfatico nè desueto, come se le parole corrispondessero davvero a qualcosa. E in fondo che importava se quel qualcosa non era la Realtà? ciò che contava era il perfetto combaciare delle sue convinzioni con la sua realtà, quell'attraversare glorie, poteri, successi, accumulare fortune e vittorie senza un attimo di vanità. Un essere così, mi dicevo, non conosce nè delusioni nè sconfitte ".



Oggi è domenica. Per me corrisponde al lunedì.
Da queste parti il giorno di festa è il venerdì e il sabato è una sorta di domenica...
Non so se mi sono spiegata bene... ma questo è!

Il pranzo del mese più quotato nei miei giorni in solitaria è il toast
tacchinoavocadorucolapatedicarciofi. TRIPLO.
E quando non ho la combinazione perfetta di ingredienti mi viene un pò di nostalgia. 




E il vostro miglior pranzo in solitaria qual è?



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