9.3.13

Cambria e il Big Sur #honeymoon 4

Saint Louis Obispo- Cambria- Big Sur

Ecco, finalmente siamo giunti alla mia tappa preferita. Quella dove ho lasciato il cuore.

Qui l'America mi ha meravigliata, emozionata, stupita con la sua maestosità. 
L'Oceano. 
La strada che si srotolava sotto le ruote. 
I promontori. 
Le scogliere a picco. 
La vegetazione. 
Il vento. Forte.


Tutta questa bellezza mi ha confusa e lasciata a senza parole. Mi sono sentita come dentro Oceano mare.


"Il mare – vide il barone sui disegni dei geografi – era lontano. Ma soprattutto – vide nei suoi sogni – era terribile, esageratamente bello, terribilmente forte – disumano e nemico – meraviglioso. E poi era colori diversi, odori mai sentiti, suoni sconosciuti – era l'altro mondo".
"Sai cos'è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente. Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno.
È come se noi non fossimo mai esistiti. Se c'è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta..."


Cambria è dove per la prima volta sono entrata in contatto con l'Oceano, con quel che significa.  Mi sono ritrovata a guardare l'Oceano, a sentirmi parte di esso, scossa da un vento vigoroso, come  albero. 
Mi sono sentita libera, piccola e grande, forte e indifesa. Ho percepito l'infinito e la bellezza di esserci, vivere, conoscere. 
Mi sono sentita profondamente reale. Profondamente connessa. Ed è stata pura emozione.


E ci sono voluti giorni prima che quella sensazione passasse. Ci sono volute centinaia e centinaia di miglia, troppi paesaggi.



Dopo Cambria ad aspettarci c'era il Big Sur. 
La Cabrillo Highway a farci sentire come dentro un film.


Qualche sosta sulle scogliere a picco sul mare. 
Per farci accarezzare dal vento.




 Vento che culla i pellicani.




Vento che con la sua forza modella gli alberi.


E modella un pò anche noi.
Dà nuove ali ai nostri pensieri.
Ci rigenera. 
Vento che ossigena le nostre anime e ci fa sentire liberi.


E poi ancora paesaggi. 
Il blu dell'Oceano.
La schiuma delle onde.
La morbidezza della vegetazione.






E ancora curve sotto le nostre ruote e nuovi orizzonti.



Posta che aspetta di essere presa. 
Famiglie che si nascondono tra le scogliere. 
Vite che immagino selvagge e sferzate da venti impetuosi.



E ogni tanto spiazzi dove parcheggiare vicino ad un furgoncino bianco carico di tavole da surf. 
Vicino ad una Harley in sosta. 
Tra i passi nudi di quelli che sentono il richiamo delle onde.







"Il Big Sur è una regione della costa centrale della California, dove i monti Santa Lucia sorgono a picco sull'Oceano Pacifico. Questa conformazione produce un panorama meraviglioso, che attrae turisti da ogni parte del mondo. Gran parte dei 3 milioni di turisti che visitano annualmente il Big Sur non si avventurano oltre la Pacific Coast Highway, che si dipana lungo il fianco occidentale delle montagne, offrendo quasi ininterrottamente la vista dell'Oceano Pacifico. La sezione della Highway che attraversa il Big Sur è diffusamente considerata come uno dei percorsi più scenografici degli USA, se non del mondo. Oltre alle viste dalla Highway, il Big Sur offre escursionismo, alpinismo, e altre attività all'aperto. I nove parchi statali del Big Sur sono ricchi di luoghi di interesse che includono una delle poche cascate che si riversano direttamente nell'Oceano Pacifico, le rovine di una grande casa in pietra a picco sulla scogliera che fu una delle prime abitazioni elettrificate della regione, e l'unico faro risalente XIX secolo rimasto integro e aperto al pubblico in California, collocato su una solitaria collina su cui soffia il vento, che sembra un'isola nella nebbia. Big Sur è definibile più come un’esperienza piuttosto che un luogo tangibile. La sua bellezza incontaminata è stupefacente e i suoi bizzarri abitanti incredibilmente cordiali. Qui non ci sono semafori, banche o centri commerciali e, quando il sole tramonta, le uniche luci che si vedono sono quelle della luna e delle stelle. Le balene grigie passano da Big Sur due volte l'anno, durante la loro migrazione, e le foche elefante si crogiolano sulle sue rive sabbiose. Alberghi di lusso, ristoranti e gallerie d'arte si affollano in una striscia lunga meno di 10 chilometri, costeggiata da parchi di sequoie su entrambi i lati". da tripadvisor





INFO
DOVE DORMIRE: Cambria Pines Lodge, su una collina immerso nel verde, dove ti aspetti di vedere un cerbiatto da un momento all'altro (e così è stato). Ha un bellissimo giardino incantato, una piscina, svariati bungalow e un ristorante/bar ultra confortevole dove assaporare ottimi "angel hair pasta". D'inverno dev'essere uno spettacolo. In camera avevamo persino il caminetto funzionante, e lo abbiamo usato! ;)

DOVE MANGIARE: Ripplewood Resrt Restaurant (47047 Highway 1Big SurCA)


COSA NON PERDERSI: Nottingham Drive, sull'Oceano.



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6 commenti:

  1. Serena questo post è bellissimo. Le foto mozzano il fiato e le parole, tue e di Baricco... beh, effettivamente sono perfette! Che splendida luna di miele!!

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  2. woooowwwwwww!!!!
    MERAVIGLIOSO!!!!!
    che foto Serena!! luoghi splendidi, grazieeeee!!!

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  3. Serena...che meraviglia! Sto programmando un viaggio (speriamo) negli States per agosto e così mi fai venire troppa voglia di arrivare fino in California!

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