17.12.12

Hearts are broken

Perchè da piccola non mi piaceva andare all'asilo e non vedevo l'ora di tornare a casa. Perchè in prima elementare la mia maestra era un pò un'eroina ai miei occhi, ed era bella, e buona. Perchè nell'intervallo uscivamo in cortile a correre intorno alla scuola e giocare a nascondino. E ci sedevamo sull'albero dal tronco ricurvo, a mò di seggiola.

 Perchè certe volte il destino non lo capisco. 
Perchè un Paese come l'America non dovrebbe lasciare nulla al caso.
Perchè è successo troppe volte.
Per il loro futuro incompiuto io grido: MAI PIU'.

SO MINE. 


6 commenti:

  1. Perchè le armi, la violenza, il dolore non dovrebbero mai toccare le pure anime dei bambini. Mi unisco a te in questo terribile urlo mai ascoltato purtroppo. E ti abbraccio.

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  2. Non ci sono parole, nè ci saranno mai. E' davvero il momento di dire basta però, di cambiare qualcosa in un paese del genere, che per molti versi è ancora "a capo" del mondo... non possono accadere ancora simili tragedie...

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  3. Mi unisco al tuo pensiero, senza voce.. senza suono.. per angeli che non avevano diritto di volare troppo presto in cielo. Un abbraccio stretto.

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  4. Spero che i piccoli angeli strappati alle loro famiglie possano, con il battito delle loro piccole ali, spazzare via la pazzia degli uomini.
    Mother

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  6. Mai più morirò così leggera,
    così fuori dal corpo, così ignara,
    come un tempo nel suo sogno. Troppo,
    troppo vicina. Sento il sibilo
    e vedo la squama lucente di questa parola,
    immobile nell'abbraccio. Lui dorme,
    più accessibile ora alla cassiera d'un circo
    con un leone, vista una sola volta,
    che non a me distesa al suo fianco.
    Per lei ora cresce in lui la valle
    con foglie rossicce, chiusa da un monte innevato
    nell'aria azzurra. Io sono troppo vicina
    per cadergli dal cielo. Il mio grido
    potrebbe solo svegliarlo. Povera,
    limitata alla propria forma,
    ed ero betulla, ed ero lucertola,
    e uscivo dal passato e dal broccato
    cangiando colori delle pelli. E possedevo
    il dono di sparire agli occhi stupiti,
    ricchezza delle ricchezze. Vicina,
    sono troppo vicina perché mi sogni.
    Tolgo il braccio da sotto la sua testa,
    intorpidito, uno sciame di spilli.
    Sulla capocchia d'ognuno, da contare,
    sono seduti angeli caduti.
    Wislawa Szymborska

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