17.4.12

Passeggiando sulla quinta strada.

Oggi mi piacerebbe passeggiate sulla quinta strada, tutto il giorno.
Giù di corsa dal treno a Penn Station, sguardo rapido ai grattacieli che tagliano il cielo, ricordarsi di non prendere la 33esima: c'è una puzza allucinante a Korea town.
 Ci siamo.
Su per Broadway fino a Times Square. Mi fermo un attimo davati al grande schermo che riflette la mia immagine, mi saluto e procedo.
 [nella foto ci siamo io e Finn. Cercate quello con la maglia  a righe!]

Ascolto il rumore di sottofondo, guado le signorine vestite di ombrelli e cerco tra gli schermi uno spettacolo di Broadway da vedere per la prima volta. 


Proseguo su Avenue of the Americans, dove una domenica ho trovato un bellissimo mercato di cui conservo una meravigliosa e variopinta pashmina pagata appena 5 dollari. Ora ne vale molti di più nei miei ricordi.
Mi torna alla mente l'odore del granturco arrostito e ricordo perfettamente delle bellissime mele caramellate (chissà se erano anche buone). Vado oltre, mentre eserciti di taxi corrono frenetici e camion della Coca Cola mi ricordano dove sono e quanto è grande questo posto... e quanta Coca si beve dai distributori automatici!  

Saluto Radio city music hall, mi dirigo verso il Rockfeller Centre, dove m'immagino un grande albero di Natale, che non ho mai visto dal vivo. Ci tornerò, me lo prometto, a Natale.

Finalmente la 5th avenue, e di fronte c'è la chiesa di St. Patrick, così piccola in mezzo a questo marasma di grattacieli. Tempo fa su quelle scale, dove tante volte mi sono seduta a riposare, ho visto un matrimonio. C'era una limousine con annesso un carretto porta parenti. Un'idea geniale, in effetti.



Sulla sinistra Godiva. Ah quanto mi sei mancata, grande catena di cioccolaterie sparse ovunque in questa città. Le tue fragole ricoperte di cioccolato al latte, un giorno, giuro, avrò tempo di assaggiarle, senza dover correre ad un appuntamento. E invece, anche stavolta, vado oltre. 



Una scia di profumo mi assale, inconfondibile. E' il profumo di Abercrombie. E se mi giro a sinistra, scommetto, vedrò due bei ragazzoni a torso nudo assaliti da ragazze. Non possono mancare.  Mamma miiiiiia! ;)






Ecco la Trumph Tower. L'immancabile portiere vestito da super portiere e i riflessi dorati. Qualcuno nel giardinetto dell'ultimo piano si scambiò un importante dono d'amore. :)
E infine eccomi: Tiffany, sono arrivata. Io nn capivo perchè tutta questa fama, finchè non sono entrata per la prima volta. Tiffany è un mondo pieno di gioielli (a cui io, per indole, non do molto valore) e gentilezza. Non c'è un commesso di Tiffany che non ti tratti con una gentilezza estrema e che non ti venda i suoi articoli come... ecco, come il fruttivendolo buono e un pò tonto de "il meraviglioso mondo di Amelie". E tutto brilla. E anch'io mi trovo a fantasticare davanti a quel mondo brillante.

In realtà, salita in ascensore, io mi dirigo sempre: "al sesto piano, please". E anche l'uomo dell'ascensore è sorprendentemente simpatico e gentile. Sapete cosa c'è al sesto?
 il customer service.
Ma non cerco quello, io cerco il bagno delle signore! pulito, accogliente, intonso. Essì, quando sono a New York, io faccio sempre la pipì da Tiffany. :)

Poi di solito esco, e resto quei 15 minuti estasiata davanti alla vetrina di Louis Vuitton. La vetrina sulla 5th ave ha sempre dei simpatici allestimenti. Due anni fa c'era un tappeto mobile che trasportava un bauletto da una vetrina all'altra. E io seguivo ammaliata il percorso. Lo scorso anno c'era uno struzzo, che ricordo, chissà perchè, piumoso. Io una borsa Vuitton non ce l'ho e penso che non ce l'avrò mai. Mi piacciono, ma non credo in questo dispendio di denaro. A meno che io non vinca il superenalotto!
Poi c'è la mela, traslucida, che sotto terra accoglie tutti gli apple-ritrovati, e c'è sempre troooppa fila. 

Perciò devio un attimo da FAO Schwarz. ADORO. giochi, peluche, mondi incantati. E a me, anche qua ci vuole, i peluches manco mi piacciono. Ma è un'altra dimensione, e a me piacciono molto le esperienze in altre dimensioni! 
Come i panini chicken & avocado. Si, avete capito bene: pollo e avocado. E qui, un posto che consiglio sempre a tutti è "all about food". Self service di panini, insalate fai da te, yogurt di tutti i tipi e dolci fenomenali. Un posto garantito, ragazzi.


E infine ci siamo, rilassiamoci a Central Park. Anche qui una volta ho visto un matrimonio. Foto da un matrimonio: lui scozzese, con tipica gonnella, affiancato da tanti testimoni (io li ho interpretati cosi) vestiti in gonnella, pure loro. Lei carinissima, in un semplice abito bianco e sentite bene, SCALZA per le viuzze di Central Park. Non ci credete?ho le prove...


Ecco, mi siedo un pò qui io a riflettere su quanto basti poco per essere vivi e liberi oggi. 
Oggi mi basta pò d'aria nei polmoni, un cuore che batte e posso essere ovunque.


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