8.3.12

e poi?

La vita è breve, lo sanno tutti. Ma a volte, la vita, è troppo breve. Breve a tal punto che rimani incredula a fissare un profilo facebook pensando che no... non può essere. Avrò letto male.
Quel sorriso mi rimbomba ancora in testa e quel parlare veloce mi fa ancora strabuzzare gli occhi. Eppure. 
Eppure io sono qui. Sono qui e il più delle volte passo i giorni non pensando a come sarebbe la mia vita se sapessi che un domani non c'è. 
Già, come sarebbe? chi vorrei accanto? continuerei a fare le stesse cose ogni giorno? 

 
E poi? 29 anni. Poi dove finirebbe la mia anima? in quale angolo dell'universo?

Ho bisogno di pensare che tutto non finisca, che qualcosa resti. 
Si lasciano troppe cose in sospeso a 30 anni. Si lasciano sms a cui rispondere, promesse da mantenere, famiglie da creare, amori e vite da abitare. 

Si lasciano persone a lasciare messaggi sulla tua bacheca, increduli.
Si lasciano ricordi, belli, e sorrisi. Compagni d'esami. Ricordi in persone conosciute di vista. Discorsi veloci.
E oggi la sola cosa che io riesco a chiedermi è: e poi? 
Una risposta non ce l'ho mai avuta, a volte la cerco... è qui che entra in scena la fede? 
aiutatemi a capire.
>Ciao Roberta, non amica ma compagna d'esami, viva nella memoria.

7 commenti:

  1. Ti sono vicino...
    Un abbraccio...

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  2. ciao roberta....da ovunque sei torna ogni tanto per far ritrovare quel e poi a chi è ancora qui....

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  3. Io spero con tutta me stessa che ci sia un "poi" oltre le nostre certezze terrene dover poter trovare tutte le risposte.
    Un abbraccio

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  4. Loro sono in un mondo migliore, ma noi non li abbiamo più!!!!!!!!!!!!!!!

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  5. Lo voglio sperare veramente tanto che ci sia un poi, e che in quel poi riusciremo ad incontrare un giorno tutte le persone che amiamo. Un abbraccio forte

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  6. L’inferno lo conosciamo, è dappertutto
    e cammina su due gambe.
    Ma il paradiso?
    Può darsi che il paradiso non sia
    null’altro
    che un sorriso
    atteso per lungo tempo,
    e labbra
    che bisbigliano il nostro nome.
    E poi quel breve vertiginoso momento
    quando ci è concesso di dimenticare
    velocemente
    quell’inferno.
    Jaroslav Seifert

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