29.1.09

Una pasta per il Pic

Una pasta semplice, veloce, leggera... questo doveva essere e questo è stata.
Ho ricevuto una visita graditissima in questi giorni, di una delle persone a me più vicine, sebbene sia lontanina. Il caro Pic! Su sua proposta abbiamo comprato le tanto amate verdurine al mercato da un bel fruttivendolo... l'unica nota dolente è stata scoprire che suo fratello (nostro ospite) non mangia le verdure! alla fine ha ceduto, preso nella morsa della fame credo! Al pranzo la terza gradita ospite era la Margheritina che mi ha spinto a scrivere tempestivamente la ricetta tramite lo strumento faccialibro/facebook.... eccola qui allora! io nn la ritenevo nemmeno degna di nota, e invece! Cmq ci sono due grandi notizie che voglio darvi:
1- Il mio caro amato blog si trova su facebook e precisamente su questa pagina... se decideste di seguirlo sarei molto felice... purtroppo nn sono ancora convinta di voler mettere il mio nome , quello dell'autrice... per la questione dell'impersonalità del blog... del non volere far sapere proprio a tutti di questa pagina free, per non condizionarmi poi nei pensieri... mi capite, vero?
2- Oggi ho lasciato un messaggio sulla segreteria telefonica della prova del cuoco! che emozione...Questo si ricollega alla questione impersonalità: chi mi vedrà alla prova del cuoco, sempre che mi contattino, vedrà sponsorizzare il blog Verdepomodoro da me... e nn so se sono pronta... ma ho tempo credo di pensarci su!
FUSILLI alle VERDURE con mozzarella passita
  • Verdure a piacimento. Nel nostro caso: 1 zucchina, 1 melanzana piccola, 1 piccolo peperone, 1 carota, qualche fungo champignon
  • Fusilli
  • Mozzarella passita
  • Cipolla
In una padella fate soffriggere la cipolla con abbondante olio evo, quando questa si sarà imbiondita aggiungete la carota a pezzetti, fate rosolare un pò. Aggiungete il peperone, fate cuocere per una decina di minuti e successivamente unite la zucchina e la melanzane a pezzetti, infine i funghi. Fate cuocere a fuoco lento. Nel frattempo cuocete la pasta in abbbondante acqua bollente salata e a cottura ultimata ripassatela in padela con la mozzarella affumicata tagliata a cubetti. Bon Appetit!!!

23.1.09

Mezze maniche allo Scoglio


Ehi.... ma non partecipate al mio sondaggio?! insomma, ora il mio blog ha un nuovo vestitino, più sobrio e serioso... e sta ristrutturandosi fino alle fondamenta... fatemi sapere cosa ne pensate! L'ondata cambiamento deriverà forse pure dal fatto che... insomma...si! l'ho passato l'esame! o almeno ho passato lo scritto...ora mi manca solo lo stress da prova orale, ma posso farcela!
Detto ciò, oggi vi posto un piatto non mio, ma cucinato da quella carnivora di mia sorella... che ancora si sta domandando perchè, a lei che piace la carne, viene così bene cucinare il pesce! gli scherzi della vita... :)

MEZZEMANICHE ALLO SCOGLIO
Ingredienti:
  • preparato per risotti/pasta allo scoglio
  • mezze maniche
  • olio extravergina di oliva
  • una carota
  • qualche pomodorino
  • cipolla, aglio
Procedimento. Fate soffriggere in abbondante olio di oliva un pò di cipolla. Aggiungete anche l'aglio e la carota a pezzetti e infine il preparato per la pasta allo scoglio. Lasciate cuocere, aggiungete dei pomodorini e nel frattempo mettete sul fuoco la pentola per la past.a Fate cuocere al dente la pasta e amalgamate il tutto. Buon appetito!

Annotazioni. Capisco che sarebbe preferibile comprare del pesce fresco per fare questa pasta, ma in mancanza di tempo è una buona soluzione.... inoltre la cipolla...io nn ho mai pensato di metterci la cipolla nel pesce... ma il risultato è stato ottimo!!!

22.1.09

Bietola con patate

Ansia ansia ansia.... ma quando escono i risultati dell'esame! uff.... ho vagato su un milione di siti, parlato con le persone più inpensate....sbirciato facebook...pulito il bagno e preparato l'attrezzatura da piscina... ed ora!? ahhhhhh.... speriamo bene... ma ho poke speranze!
Oggi la ricetta da postare è semplice, decisa e concisa. A me piace molto, appunto, per la sua semplicità... anche se per un periodo nn ne ho mangiato quasi più perchè mio padre ne aveva piantate così tante che nn so per quanto tempo ho dovuto mangiarle.... mio padre è cosi: senza regola.... o troppo o niente... fu lo stesso anche per gli spinaci.... ed ora s'è impuntato che nn mangio la verdura e perciò non la pianta più! NON è COSì!!!! è solo che nn sono una pecora..... vaglielo a spiegare!!!! cmq le bietole secondo me hanno quel tocco in più di delicatezza che le altre nn hanno... questione di classe, ragazze!BIETOLA con PATATE. Banale nel procedimento, ottima nel risultato. Basta pulire per bene la bieta e metterla a lessare in una pentola con acqua bollente insieme alle patate sbucciate e tagliate a pezzi. Dopo circa 15 minuti scolate il tutto e ripassate in pentola con un filo di olio extravergine di oliva e uno spicchio d'aglio.(La bietola ha proprietà rimineralizzanti, garantisce un buon apporto di vit. A, di vit. C e di magnesio, ferro e potassio , ma contiene un'elevata quantità di acido ossalico (elemento analogo al calcio), e altrettanta quantità di sodio; per questo motivo è sconsigliato il consumo a chi ha problemi renali o soffre di ipertensione).

21.1.09

OBAMA.... facci sognare!!! il DISCORSO di OBAMA

"Oggi mi trovo di fronte a voi, umile per il compito che ci aspetta, grato per la fiducia che mi avete accordato, cosciente dei sacrifici compiuti dai nostri avi. Ringrazio il presidente Bush per il servizio reso alla nostra nazione, e per la generosità e la cooperazione che ha mostrato durante questa transizione.

Quarantaquattro americani hanno pronunciato il giuramento presidenziale. Queste parole sono risuonate in tempi di alte maree di prosperità e di calme acque di pace. Ma spesso il giuramento è stato pronunciato nel mezzo di nubi tempestose e di uragani violenti. In quei momenti, l'America è andata avanti non solo grazie alla bravura o alla capacità visionaria di coloro che ricoprivano gli incarichi più alti, ma grazie al fatto che Noi, il Popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati e alle nostre carte fondamentali.

Così è stato finora. Così deve essere per questa generazione di americani.

E' ormai ben chiaro che ci troviamo nel mezzo di una crisi. La nostra nazione è in guerra contro una rete di violenza e di odio che arriva lontano. La nostra economia si è fortemente indebolita, conseguenza della grettezza e dell'irresponsabilità di alcuni, ma anche della nostra collettiva incapacità di compiere scelte difficili e preparare la nostra nazione per una nuova era. C'è chi ha perso la casa. Sono stati cancellati posti di lavoro. Imprese sono sparite. Il nostro servizio sanitario è troppo costoso. Le nostre scuole perdono troppi giovani. E ogni giorno porta nuove prove del fatto che il modo in cui usiamo le risorse energetiche rafforza i nostri avversari e minaccia il nostro pianeta.

Questi sono gli indicatori della crisi, soggetti ad analisi statistiche e dati. Meno misurabile ma non meno profonda invece è la perdita di fiducia che attraversa la nostra terra - un timore fastidioso che il declino americano sia inevitabile e la prossima generazione debba avere aspettative più basse.

Oggi vi dico che le sfide che abbiamo di fronte sono reali. Sono serie e sono numerose. Affrontarle non sarà cosa facile né rapida. Ma America, sappilo: le affronteremo.

Oggi siamo riuniti qui perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l'unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia.

Oggi siamo qui per proclamare la fine delle recriminazioni meschine e delle false promesse, dei dogmi stanchi, che troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica.

Siamo ancora una nazione giovane, ma - come dicono le Scritture - è arrivato il momento di mettere da parte gli infantilismi. E' venuto il momento di riaffermare il nostro spirito tenace, di scegliere la nostra storia migliore, di portare avanti quel dono prezioso, l'idea nobile, passata di generazione in generazione: la promessa divina che tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza.

Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, ci rendiamo conto che la grandezza non è mai scontata. Bisogna guadagnarsela. Il nostro viaggio non è mai stato fatto di scorciatoie, non ci siamo mai accontentati. Non è mai stato un sentiero per incerti, per quelli che preferiscono il divertimento al lavoro, o che cercano solo i piaceri dei ricchi e la fama.

Sono stati invece coloro che hanno saputo osare, che hanno agito, coloro che hanno creato cose - alcuni celebrati, ma più spesso uomini e donne rimasti oscuri nel loro lavoro, che hanno portato avanti il lungo, accidentato cammino verso la prosperità e la libertà.

Per noi, hanno messo in valigia quel poco che possedevano e hanno attraversato gli oceani in cerca di una nuova vita.

Per noi, hanno faticato in aziende che li sfruttavano e si sono stabiliti nell'Ovest. Hanno sopportato la frusta e arato la terra dura.
Per noi, hanno combattuto e sono morti, in posti come Concord e Gettysburg; in Normandia e a Khe Sahn.
Questi uomini e donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato finché le loro mani sono diventate ruvide per permettere a noi di vivere una vita migliore. Hanno visto nell'America qualcosa di più grande che una somma delle nostre ambizioni individuali; più grande di tutte le differenze di nascita, censo o fazione.

Questo è il viaggio che continuiamo oggi. Rimaniamo la nazione più prospera, più potente della Terra. I nostri lavoratori non sono meno produttivi rispetto a quando è cominciata la crisi. Le nostre menti non sono meno inventive, i nostri beni e servizi non meno necessari di quanto lo fossero la settimana scorsa, o il mese scorso o l'anno scorso. Le nostre capacità rimangono inalterate. Ma è di certo passato il tempo dell'immobilismo, della protezione di interessi ristretti e del rinvio di decisioni spiacevoli. A partire da oggi, dobbiamo rialzarci, toglierci di dosso la polvere, e ricominciare il lavoro della ricostruzione dell'America.

Perché ovunque volgiamo lo sguardo, c'è lavoro da fare. Lo stato dell'economia richiede un'azione, forte e rapida, e noi agiremo - non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma per gettare le nuova fondamenta della crescita.

Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche e le linee digitali che alimentano i nostri commerci e ci legano gli uni agli altri. Restituiremo alla scienza il suo giusto posto e maneggeremo le meraviglie della tecnologia in modo da risollevare la qualità dell'assistenza sanitaria e abbassarne i costi.

Imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per alimentare le nostre auto e mandare avanti le nostre fabbriche.
E trasformeremo le nostre scuole, i college e le università per venire incontro alle esigenze dei tempi nuovi. Possiamo farcela. E lo faremo.

Ora, ci sono alcuni che contestano le dimensioni delle nostre ambizioni - pensando che il nostro sistema non può tollerare troppi grandi progetti. Costoro hanno corta memoria. Perché dimenticano quel che questo paese ha già fatto. Quel che uomini e donne possono ottenere quando l'immaginazione si unisce alla volontà comune, e la necessità al coraggio.

Quel che i cinici non riescono a capire è che il terreno gli è scivolato sotto i piedi. Gli argomenti politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non sono più applicabili. La domanda che formuliamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funzioni o meno - se aiuti le famiglie a trovare un lavoro decentemente pagato, cure accessibili, una pensione degna. Laddove la risposta sia positiva, noi intendiamo andare avanti. Dove sia negativa, metteremo fine a quelle politiche. E coloro che gestiscono i soldi della collettività saranno chiamati a risponderne, affinché spendano in modo saggio, riformino le cattive abitudini, e facciano i loro affari alla luce del sole - perché solo allora potremo restaurare la vitale fiducia tra il popolo e il suo governo.

La questione di fronte a noi non è se il mercato sia una forza del bene o del male. Il suo potere di generare benessere ed espandere la libertà è rimasto intatto. Ma la crisi ci ricorda che senza un occhio rigoroso, il mercato può andare fuori controllo e la nazione non può prosperare a lungo quando il mercato favorisce solo i già ricchi. Il successo della nostra economia è sempre dipeso non solo dalle dimensioni del nostro Pil, ma dall'ampiezza della nostra prosperità, dalla nostra capacità di estendere le opportunità per tutti coloro che abbiano volontà - non per fare beneficenza ma perché è la strada più sicura per il nostro bene comune.

Quanto alla nostra difesa comune, noi respingiamo come falsa la scelta tra sicurezza e ideali. I nostri Padri Fondatori, messi di fronte a pericoli che noi a mala pena riusciamo a immaginare, hanno stilato una carta che garantisca l'autorità della legge e i diritti dell'individuo, una carta che si è espansa con il sangue delle generazioni. Quegli ideali illuminano ancora il mondo, e noi non vi rinunceremo in nome di qualche espediente. E così, per tutti i popoli e i governi che ci guardano oggi, dalle più grandi capitali al piccolo villaggio dove è nato mio padre: sappiate che l'America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e dignità, e che noi siamo pronti ad aprire la strada ancora una volta.

Ricordiamoci che le precedenti generazioni hanno sgominato il fascismo e il comunismo non solo con i missili e i carriarmati, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci. Hanno capito che il nostro potere da solo non può proteggerci, né ci autorizza a fare come più ci aggrada. Al contrario, sapevano che il nostro potere cresce quanto più lo si usa con prudenza. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell'umiltà e del ritegno.

Noi siamo i custodi di questa eredità. Guidati ancora una volta dai principi, possiamo affrontare le nuove minacce che richiederanno sforzi ancora maggiori - una cooperazione e comprensione ancora maggiori tra le nazioni. Cominceremo a lasciare responsabilmente l'Iraq alla sua gente, e a forgiare una pace duramente guadagnata in Afghanistan. Con i vecchi amici e i vecchi nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la minaccia nucleare, e respingere lo spettro di un pianeta che si surriscalda. Non chiederemo scusa per il nostro stile di vita, né ci batteremo in sua difesa. E a coloro che cercano di raggiungere i propri obiettivi creando terrore e massacrando gli innocenti, noi diciamo adesso che il nostro spirito è più forte e non può essere infranto. Voi non ci sopravviverete, e noi vi sconfiggeremo.

Perché noi sappiamo che il nostro retaggio "a patchwork" è una forza e non una debolezza. Noi siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e induisti e non credenti. Noi siamo formati da ciascun linguaggio e cultura disegnata in ogni angolo di questa Terra; e poiché abbiamo assaggiato l'amaro sapore della Guerra civile e della segregazione razziale e siamo emersi da quell'oscuro capitolo più forti e più uniti, noi non possiamo far altro che credere che i vecchi odi prima o poi passeranno, che le linee tribali saranno presto dissolte, che se il mondo si è rimpicciolito, la nostra comune umanità dovrà riscoprire se stessa; e che l'America deve giocare il suo ruolo nel far entrare il mondo in una nuova era di pace.

Per il mondo musulmano noi indichiamo una nuova strada, basata sul reciproco interesse e sul mutuo rispetto. A quei leader in giro per il mondo che cercano di fomentare conflitti o scaricano sull'Occidente i mali delle loro società - sappiate che i vostri popoli vi giudicheranno su quello che sapete costruire, non su quello che distruggete. A quelli che arrivano al potere attraverso la corruzione e la disonestà e mettendo a tacere il dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno.

Alla gente delle nazioni povere, noi promettiamo di lavorare insieme per far fiorire le vostre campagne e per pulire i vostri corsi d'acqua; per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quelle nazioni, come la nostra. che godono di una relativa ricchezza, noi diciamo che non si può più sopportare l'indifferenza verso chi soffre fuori dai nostri confini; né noi possiamo continuare a consumare le risorse del mondo senza considerare gli effetti. Perché il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con esso.

Se consideriamo la strada che si apre davanti a noi, noi dobbiamo ricordare con umile gratitudine quegli americani coraggiosi che, proprio in queste ore, controllano lontani deserti e montagne. Essi hanno qualcosa da dirci oggi, proprio come gli eroi caduti che giacciono ad Arlington mormorano attraverso il tempo. Noi li onoriamo non solo perché sono i guardiani della nostra libertà, ma perché essi incarnano lo spirito di servizio: una volontà di trovare significato in qualcosa più grande di loro. In questo momento - un momento che definirà una generazione - è precisamente questo lo spirito che deve abitare in tutti noi.

Per tanto che un governo possa e debba fare, alla fine è sulla fede e la determinazione del popolo americano che questa nazione si fonda. E' la gentilezza nell'accogliere uno straniero quando gli argini si rompono, la generosità dei lavoratori che preferiscono tagliare il proprio orario di lavoro piuttosto che vedere un amico perdere il posto, che ci hanno guidato nei nostri momenti più oscuri. E' il coraggio dei vigili del fuoco nel precipitarsi in una scala invasa dal fumo, ma anche la volontà di un genitore di nutrire il proprio figlio, che alla fine decidono del nostro destino.

Forse le nostre sfide sono nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo forse sono nuovi. Ma i valori da cui dipende il nostro successo - lavoro duro e onestà, coraggio e fair play, tolleranza e curiosità, lealtà e patriottismo - tutto questo è vecchio. Sono cose vere. Sono state la forza tranquilla del progresso nel corso di tutta la nostra storia. Quel che è necessario ora è un ritorno a queste verità. Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità - il riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo un dovere verso noi stessi, la nostra nazione, il mondo, doveri che non dobbiamo accettare mugugnando ma abbracciare con gioia, fermi nella consapevolezza che non c'è nulla di più soddisfacente per lo spirito, così importante per la definizione del carattere, che darsi completamente per una causa difficile.

Questo è il prezzo e la promessa della cittadinanza.

Questa è la fonte della nostra fiducia - la consapevolezza che Dio ci ha chiamato a forgiare un destino incerto.

Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo - perché uomini, donne e bambini di ogni razza e di ogni fede possono unirsi nella festa in questo Mall magnifico, e perché un uomo il cui padre meno di sessanta anni fa non avrebbe neanche potuto essere servito in un ristorante ora può trovarsi di fronte a voi per pronunciare il giuramento più sacro di tutti.

Perciò diamo a questa giornata il segno della memoria, di chi siamo e di quanta strada abbiamo fatto. Nell'anno in cui l'America è nata, nel più freddo dei mesi, una piccola banda di patrioti rannicchiati intorno a falò morenti sulle rive di un fiume ghiacciato. La capitale era stata abbandonata. Il nemico avanzava. La neve era macchiata di sangue. Nel momento in cui l'esito della nostra rivoluzione era in dubbio come non mai, il padre della nostra nazione ordinò che si leggessero queste parole al popolo:

"Che si dica al futuro del mondo... che nel profondo dell'inverno, quando possono sopravvivere solo la speranza e la virtù... Che la città e la campagna, allarmate da un pericolo comune, si sono unite per affrontarlo".

America. Di fronte ai nostri pericoli comuni, in questo inverno dei nostri stenti, ricordiamo queste parole senza tempo. Con speranza e virtù, affrontiamo con coraggio le correnti ghiacciate, e sopportiamo quel che le tempeste ci porteranno. Facciamo sì che i figli dei nostri figli dicano che quando siamo stati messi alla prova non abbiamo permesso che questo viaggio finisse, che non abbiamo voltato le spalle e non siamo caduti. E con gli occhi fissi sull'orizzonte e la grazia di Dio su di noi, abbiamo portato avanti il grande dono della libertà e l'abbiamo consegnato intatto alle generazioni future.

Ecco il nuovo sito dove potremo seguire l'operato di Obama...
http://www.whitehouse.gov

Il tutto è stato prelevato da sito di alessio.... grazie!

E' bello sapere che a volte i sogni cominciano a concretizzarsi... ed è bello che questo non sia il discorso di un film, di quelli che ti fanno sognare ma restano finti. REALTA'.
Grazie Obama, e speriamo sia oro quello che luccica.... e io ragazze nn ce l'ho fatta: ho mandato i miei complimenti alla Casa Bianca....ora che questa nazione è tornata amica!!!

OBAMAAAAAAAAAAAAAAAA FACCI SOGNA'!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

19.1.09

Risotto al Sedano

della serie domani ho un esame ma so già che nn lo passerò perchè nonostante io abbia studiato 15 giorni di fila nn mi sento pronta... ovviamente nn ho studiato solo 15 gg! gli ultimi 15 gg sono stati no stop!e ormai sono 3 giorni che nn esco di casa.... un esame che studiando tanto non è detto che passerai.... la maggior parte dei miei! la buona notizia è che è il penultimo! evviva!
Detto ciò.... oggi vi posto una ricetta nella quale nn nutrivo molte speranze... ma che è meglio di quanto si possa immaginare.... lo so dovrei studiare... pausa pausa pausa....viiiii preeeeeego!














RISOTTO AL SEDANO

  • il cuore di un sedano
  • un pò di cipolla
  • risotto
  • burro
  • brodo vegetale
  • parmigiano
L'unica raccomandazione che posso farvi è questa: dovete prendere solo ed esclusivamente il cuore del sedano, cioè la parte bianca!!! Detto ciò preparatevi un pò di brodo vegetale che terrete sul fuoco per la preparazione del risotto. In una padella mettete il burro, fateci rosolare dentro un po di cipolla tritata finenemente e aggiungete il cuore del sedano tritato il più finemente possibile. Dopo qualche minuto aggiungete il riso, girate bene e dopo un minutino cominciate ad aggiungere a mestolate il brodo vegetale. Fate cuocere secondo gradimento e a fine cottura cospargete con abbondante parmigiano!!!! buon appetito!

La ricetta ha riscosso successo persino presso il palato di quella carnivora di mia sorella, quindi potete fidarvi!!!! :)
ora... come qualcuno di voi saprà ho odiato il mio servizio civile, però ci sono persone che mi hanno dato tanto... ed una di queste è Edda, la mia amica di tanti pomeriggi.... lei mi ha dato questa ricetta e a lei va molto del mio affetto, perchè nonostante la diffrenza d'età è stata una buona amica e confidente...croccante fuori ma tenera dentro!!!! Edda, I miss you_!

momento MeMe....
questo carinissimo meme -che speravo qualcuno mi assegnasse, visto che i meme mi fanno impazzire- me lo regala la cara Kristel...
grazieeeeee!!!
REGOLE
1-
otto cose che ci prefiggiamo di fare nel 2009
2- otto blog cui passare il meme
mumble mumble....... capita a fagiuolo!!!!!

1. laurearmi. far partecipi di questa mia gioia i miei genitori e il caro finn.
2. avere più tempo per dedicarmi alle persone intorno a me, perchè a volte sono un pò superficiale e nn ascolto davvero
3. superare lo stress, l'ansia di nn avere mai tempo, il bisogno di fare tutto e subito
4. curare la mia alimentazione, regolarizzare il mio stile di vita
5. ricominciare a divertirmi di più, senza pensare alle mille cose che dovrei fare
6. viaggiare col mio finn
7. avere più tempo libero, per leggere un libro, stare sdraiata sul divano o semplicemente ciarlare...senza sensi di colpa
8. cominciare a pensare- molto alla lontana- a una mia casa futura!
ed ora soloooooo 8 blog!?troppi, no?vabbè....

17.1.09

un regalo per voi!

La cara Annamaria me l'ha segnalato... e io ovviamente nn potevo non condividere a mia volta questo regalo che ci facciamo/ci fanno... che ne dite?
Si tratta del sito "la compagnia dei cavatappi" che ha deciso di riservare un regalino a tutti i blogger che vorrano fargli un pò di pubblicità... diciamo così... i nostri bla bla bla ci consentiranno di fare un pò di spesa... l'iniziativa si trova QUI e quindi nn vi resta che fare la vostra spesa online... niente file alle casse, niente stress da bancone dei salumi.... niente bambini nei carrelli... basta fare CLICK! io in realtà nn mi ero mai sentita pronta ad acquistare online...forse perchè sono una bigotta...ma se la prova è gratuita ci provo e chissà che nn diventi una patita! mah....vi farò sapere... cmq il sito propone in prima pagina i prodotti in offerta e poi selezionando gastronomia, enoteca o accessori potete riempire il carrello e passare alle casse....niente file ovviamente!!! e allora buona spesa ragazze! vi offro virtualmente una coppa di champagne....di quello della compagnia dei cavatappi ovviamente! :)

15.1.09

Pennette alla Bellantese

Questo piatto ad essere proprio sinceri nn è che lo abbia cucinato io... voglio dire: quello nella foto no! ma il fatto è che quando lo feci io nn avevo una fotocamera... e ora vi posto questo... esteticamente piu meritevole... oh, ma perche quello che fanno le madri è sempre meglio?!mah...
L'ho scoperto da bambina quando una signora ci invitò a pranzo per la festa del paese... beh, proprio buono! il paese in questione è Bellante, il mio! e sebbene secondo me nn sia proprio una ricetta così nuova, e nn so perchè l'abbiano presa per bellantese... io ve la posto... perchè è prubbij bbon! :)
Pensate che tempo fa è stata anche fatta una raccolta di ricette bellantesi dal parroco, un libricino molto carino che si chiama "ce stav na vodd" e dove si parla un pò di tutto, da come fare il sapone a come è nato il paese a quello che si cucina... e ogni ricetta ha il nome della signora bellantese doc che ha rilasciato l'intervista!:) diciamo che anche il parroco aveva tendenze blogger... foodblogger!













Detto ciò:
PENNETTE ALLA BELLANTESE
  • pennette
  • carne macinata mista (manzo, pancetta, maiale)
  • funghi (anche in scatola vanno bene)
  • piselli
  • Parmigiano
Le dosi nn saprei darvele, semplicemente perchè su quel libro c'erano dosi un pò assurde, tipo 1kg di carne e 300 g di pasta... ora a meno che nn si chiamino pennette alla bellantese perchè il condimento è più della pasta... diamoci una regolata noi....ok? Quindi cucinate la carne in padella e aggiungete funghi e piselli.... fate amalgamare bene gli ingredienti utilizando mooooooooooolto olio (come ogni buon bellantese farebbe) e infine aggiungete la pasta, fate amalgamare ancora e servite il piatto con abbondantissimo parmigiano grattuggiato! piatto pronto.

Ora vi assillo con quello che sto cerando da tempo: le scarpe! è in previsione la visita ad una fredda città ed io la prima cosa a cui ho pensato sono state le scarpe.... dunque dopo un sondaggio condotto online è risultato che ottimali sarebbero le ugg boots.... quegli stivali informi che sembrano doposci. Dopo questa triste descrizione vi dico pure che mi piacciono molto.... qualsiasi cosa calda mi piace molto! il povero finn lo sto traumatizzando cn aste online ecc ecc perchè da me sn introvabili!!!! ouff! ecco la ricerca principale dei miei giorni cn l'adsl!!!! e poi..... studio e cerco di focalizzare! mah!!!!

AGGIORNAMENTO. Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Giugiù
che mi sembra calzare a pennello!!!

12.1.09

Easy parrozzo!

Eccomi qui a sorseggiare la mia tanto desiderata aspirina. Finisco il sorso, scrivo il post e mi metto a studiare.. già, perchè devo cercare di concentrarmi e foooooooooocalizzare l'obiettivo.
Faccio prima il post però...così mi rilasso un pò... vi ho lasciati tempo fa cn i bocconotti, tipico dolce abruzzese e natalizio... e ora invece vi propongo un altro dolce, anche questo tipicamente "abbbruzzese"..... è la secondo volta che lo faccio, ed è stato proprio un successone! La mia famiglia, il finn e tutti quelli che hanno avuto occasione di provarlo hanno molto gradito... tanto che delle tre mini porzioni nn ne rimane che una metà, quella in foto!
Ricetta trovata su internet e sperimentata.. il web sta diventando il mio libro di ricette preferito... se nn ci fosse io dove l'avrei trovata questa ricetta?mah...avrei dovuto sfogliare ricettari che però nn riportano l'indice di gradimento e il tutto sarebbe stato molto più complesso e dubbio.
Ultimo sorso. Ecco a voi la ricetta.

PARROZZO
  • 6 uova
  • 200 g farina di mandorle (tostate con la buccia)
  • 150 g semolino
  • 250 g zucchero
  • 1 limone- scorza grattugiata
  • 10 mandorle amare (oppure 1/2 fialetta di mandorle amare)
  • 250 g cioccolato fondente+1 cucchiaio di olio
Procedimento. Macinare le mandorle tostate (con la buccia) con un pò di zucchero fino a ridurle in polvere. Sbattere intanto i tuorli delle uova con lo zucchero restante e aggiungere a mano a mano la farina di mandorle e il il semolino, il limone grattugiato e l'essenza di mandorle amare. L'impasto sarà molto duro, perciò a cucchiaiate ammorbiditelo con gli albumi montati a neve. Quando il composto si sarà ben amalgamato mettetelo in una teglia adatta al parrozzo, cioè a cupola, oppure negli stampini per parrozzini foderati con la carta argentata. Infornate a 160° per circa 60-90 minuti. Sfornate, lasciate raffreddare e ricoprite con il cioccolato fondente fuso con un cucchiaio di olio. Il dolce è servito!

La storia. Il Parrozzo (o parrozzino, a seconda del formato) è il tipico dolce pescarese, formato da una pasta battuta (detta anche pasta montata) con aggiunta determinante della farina di mandorla e armelline grezze, cotto al forno e infine ricoperto da cioccolato fondente (37-39%burro di cacao).
In tempi lontanissimi, i contadini abruzzesi per autoconsumo preparavano con la farina di granturco, un pane di forma semisferica cotto nel forno a legna, che chiamavano “pane rozzo”, in contrapposizione a quello fatto con la farina di grano, e quindi bianca, da vendersi ai signori. Agli inizi del secolo scorso il pasticcere Luigi D’Amico ebbe l’idea di farne una trasposizione dolciaria, riproducendo il giallo del granturco con quello delle uova, mantenendo inalterata la forma semisferica e adoperando una copertura di finissimo cioccolato fondente per riprodurre le scure bruciature superficiali caratteristiche della cottura nel forno a legna, e su precisa indicazione di Gabriele d’Annunzio, lo chiamò Parrozzo.
E’ tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè,
c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove,
la terre grasse e lustre che se coce…
e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce…”.

Gabriele D’Annunzio


8.1.09

If you miss me...

Per chi si chiedesse il perchè di tanta distanza dal mio amato blog.... sappia che sono stata letteralmente risucchiata nel favoloso mondo del Natale-Capodanno-Befana, e tutto ciò senza adsl...ora sono tornata operativa.... e con qualche chilo in più nn so fino a quando nn posterò nuove ricette, perchè insomma devo depurarmi... anzi anzi... se avete qualche tisana buona per l'occasione (anche se penso che più che una tisana mi ci voglia l'astinenza da cibo) ditemelo eh!!!
In reltà qualcosa di buono da postare ce l'avrei... ma lo lascio ai prossimi giorni.... e voi!?insomma...che cosa avete combinato per Natale? dove siete stati?chi avete incontrato?quanti regali avete ricevuto?
io sn stata a casa quasi tutto il tempo... in giro per negozi tutti così carini quando si addobbano per le feste... un pò a trovare la gatta del Finn, Braciola.... tra sbattitori, creme, impasti, ripieni.... mi sono sentita una pasticcera!troppo! Sarei voluta andare in giro per mercatini di Natale, ma la crisi nn me lo ha permesso.... ma forse più l'emergenza neve... cmq ora sono felice che le vacanze siano finite e che si torni alla mia cara/odiata routine!
Il nuovo anno mi ha portato -tra i tanti graditissimi doni- l'agendina memoriae della Quo Vadis....
carinissima! guardate qua... le ricette che ci ho gia messo su sono: Pennette alla Bellantese e Parrozzo.....gnam gnam!

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