10.4.09

Quando una tragedia ti sfiora la tua vita cambia inesorabilmente. Quando pensi che solo grazie ad una partita del Milan hai deciso di restare una notte in più a Teramo piuttosto che tornare a L'Aquila e che quella notte avrebbe potuto cambiare tutto, per te e i tuoi cari, è in quel momento che il corpo comincia a tremare, il sonno si fa sempre piu leggero, e la vita va in forse. Va in forse perchè la mia famiglia poteva essere davanti a un cunulo di macerie a pregare che io e mia sorella nn ci fossimo. Va in forse perchè in 30 secondi non ce l'avremmo mai fatta ad attraversare due corridoi e le scale. Va in forse perchè per completare questo post ci ho messo 2 giorni e non ne avevo voglia. Va in forse perchè la voglia non c'è più. Tutto va per inerzia. E quando poi le scosse continuano e tu nn riesci a trovare il sonno, e non hai più nemmeno bisogno di un caffe per restare sveglia capisci che il tuo corpo risponde. Risponde togliendoti il sonno e mettendoti in uno stato di perenne allarme. Si chiude un garage e tu scappi più veloce che puoi perchè quel rumore ti rimanda ad altro. Ti metti a letto e non capisci se è il tuo corpo che trema o è la terra. Esci fuori casa spaventata e tremante ad ogni scossa e non riesci più a piangere. Io non riesco più a piangere. Ho versato solo 2 lacrime quando durante i funerali di stato alla tv mia madre mi ha abbracciato, perchè per caso ma ci sono ancora. Le lacrime ci sono ma non escono.
La mia storia è questa. Da mesi le scosse nn ci davano tregua, e io avevo una paura tremenda. Da quando la cosa era diventata più seria io nn salivo più a L'Aquila se nn per breve tempo, e me ne stavo a Teramo, viaggiando. Dopo due settimane avevo deciso che ormai era ora di tornare, e che forse, come tutti dicevano, era una cosa normale, anche se io, vi giuro, ho sempre pensato che si presentasse qualcosa di più serio... perchè se è vero che il fatto è del tutto imprevedibile è pure vero che quando noi di ingegneria progettiamo un edificio lo facciamo pensando ad un periodo di ritorno di 300-500 anni. Comunque mi ero decisa, saremmo partiti domenica, io e il finn, nn fosse stato che il Milan giocava di domenica sera e allora bisognava restare a Teramo. Io abito al 3 piano e nel letto ho sentito la scossa delle 10.30 e subito a controllare in internet. Quando ho sentito quella delle 3 forte e spaventosamente chiara, sapevo che a L'Aquila doveva esserci stato qualcosa di devastante. Ho aspettato notizie davanti alla tv e dopo circa un'ora la seconda scossa... e poi il tg. Da lì in poi sapete tutto. La vita cambia in 30 secondi. Ringrazio Dio di aver avuto paura e di aver evitato, incutendo timore a tutte le mie coinquiline, di restare a L'Aquila. Casa nostra anche grazie al mio terrore era vuota. Quelli che sono riusciti ad evitare il peggio e che ho rivisto a distanza di giorni sono persone diverse.

Io nn so cosa dire di più, perchè se questo è il mio stato d'animo, non oso immaginare come ci si possa sentire ad essere direttamente colpiti e stare li, ora, ad aspettare un futuro che sembra non esserci. Una città è crollata, e con essa la sua vita, la vita normale delle persone normali e il loro futuro.
Ma allo stesso tempo sono orgogliosa di questa gente, che ho sempre ritenuto un pò ostile e chiusa, gente che invece ha un forte coraggio, una grande voglia di andare avanti ed una infinta dignità.


Vi lascio alcune immagini, perchè quella che voi avete visto non è L'Aquila, ma una città dopo una violenza.



15 commenti:

  1. non ci sono parole efficaci per commentare il tuo racconto. Volevo solo dirti che non siete soli, che noi siamo qui e cercheremo di fare il possibile per aiutarvi.
    Un abbraccio forte
    fra

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  2. Come dice Fra non ci sono parole. Ti abbraccio forte e siete sempre nei miei pensieri...
    anna maria

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  3. cioa ero in pensiero per te perchè sapevo che studiavi a l'aquila sono contentissima di leggerti, un bacio

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  4. Noi non ci conosciamo, ma ho amiche a Teramo che sono terrorizzate e che, come te, il destino le ha salvate.
    Sono vicina a tutti voi.
    Un abbraccio.
    Sabrina

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  5. posso solo abbracciarti,le parole sono inutili in questi casi,e mai adeguate...

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  6. Io lo so che scrivere questo post ti è costato molto, ma, credimi, sono contenta che tu l'abbia fatto: perché io ero in pena, prendimi per stupida, perché non ci conosciamo nemmeno, ma ero in pena e non sapevo come fare a contattarti e a sapere come stavi. E sono sollevata di sapere che almeno tu sei sana e salva, che lo è la tua famiglia. Ti abbraccio forte forte. Grazie per le immagini de L'Aquila, io me la ricordo quando era così...

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  7. Mi é venuta la pelle d'oca...penso che le parole in questi momenti non servano molto. Purtroppo ci rendiamo conto di quello che abbiamo solo quando capitano queste tragedie.
    Ti abbraccio!

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  8. Questa storia, come pure quella di Anna (miskappa.blogspot.com)fa restare senza parole. Vado in Abruzzo almeno una volta l'anno, sono stato accolto sempre benissimo da gente affettuosa e non riesco ad accettare che gli sia accaduta una cosa cosi orribile.

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  9. sono senza parole,cavoli... Un abbraccio
    vale

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  10. ciao carissima ti ho subito pensata....sono stata molto felice leggerti e sapere che stavi bene...ti abbraccio forte...Tittina

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  11. GRAZIE GRAZIE GRAZIE. Avrei dovuto scrivervi prima lo so, ma ero fuori di me. Vi ringrazio tutte, perchè anche mi siete vicine... un bacione

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  12. non ci sono veramente parole per commentare la tua storia. Devi ringraziare la tua paura, quell'ansia per cui magari a volte sarai stata anche presa in giro, se tu e le tue amiche non siete rimaste coinvolte. Ora quello che possiamo fare è aiutare per quanto possibile e sperare che la ricostruzione avvenga in fretta e nel rispetto di quelle norme sismiche che avrebbero potuto salvare tanta gente. Io ho fatto una donazione all'iniziativa "un aiuto subito" del corriere della sera sperando che ne facciano buon uso.
    un abbraccio

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  13. è difficile trovare qualcosa da dirti... un abbraccio sincero, a te e a tutti i tuoi conterranei.

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  14. non ero capitata sul tuo blog in questi giorni e non ricordavo fossi abruzzese... quindi con ritardo ti mando un forte abbraccio e ti faccio i complimenti per la tua forza.
    E' incredibile come il confine tra la vita e la morte sia così sottile e a volte sia solo una questione di "fortuna"...
    un bacio

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  15. Accidenti... ho il cuore in gola, dopo aver letto il tuo post. Anche io sono rimasta colpita dalla grande dignità degli abitanti della tua città. Hai presente quando ti senti tirare dai lati opposti della stessa vicenda: sono sconvolta e allo stesso tempo orgogliosa.

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