31.10.08

Torta di mele formato plumcake!

Sono un pò stanca e assonnata stamattina, non vedo l'ora di tornare a casa e oggi mi sono messa in vacanza... si puo fare qualche volta, no?
L'altro giorno se vi ricordate ero in preda allo sconforto, e devo dire che tutta la settimana è stata una tragedia, nel senso che vedevo tutto nero e triste... sarà che è la prima vera settimana d'autunno qui? sarà che si avvicina il primo novembre e porta con se la sua buona dose di tristesss... sarà che sono stanca degli impegni presi che mi hanno delusa... sarà che abbandonerei volentieri tutto per aprire un baretto su qualche spiaggia cubana.... sarà un pò tutto questo. Stanotte ho addirittura sognato di andare dal presidente della mia associazione "umanitaria" e dirgli che era solo un arraffasoldi a tradimento... sarà che i sogni esprimono ciò che vogliamo? mah.... devo dirvi che ciò che sto facendo nn mi piace e mi fa rendere conto che anche ciò che apparentemente sembra volontariato in realtà non lo è... e io ci credevo al volontariato fino a pochi mesi fa! ma l'Italia può guarire!? boh...
per tirarmi su e nn pensarci ho deciso di fare una torta di mele. Il risultato estetico cui aspiravo era un pò diverso, ma credo che la colpa sia tutta del forno un pò antico per così dire... il sapore però è buono e nn ha niente da invidiare alle altre torte!

Ingredienti (per una piccola torta):
  • 3 mele
  • 3 uova
  • 60 g zucchero semolato
  • 90 g olio di cereali e frutta (io ho messo quello di oliva)
  • 1 limone
  • 180 g farina
  • 1 bustina di lievito
  • 1 cucchiaio di rum
Procedimento: tagliate le mele a fette e mettetele in una ciotola irrorandole col succo del limone e un cucchiaio di rum. Nel frattempo preparate l'impasto con uova, zucchero, olio e infine la farina e il lievito, amalgamando tutto lentamente fino ad ottenere un composto cremoso. Mettete in uno stampo per torte un primo strato di impasto, disponete metà delle mele, mettete l'altra metà dell'impasto e appoggiate sopra le altre mele. Cuocete a 180° per circa 50 nimuti.... gnam!

NOTA
. Finn il precario se l'è presa perchè ho scritto : "sarà che abbandonerei volentieri tutto per aprire un baretto su qualche spiaggia cubana.... "
Ovviamente quando dico questo sottintendo che porterei anche lui con me, nonostante sia ragionevolmente sicura che farebbe una certa opposizione. Ma ti porterei finn, a costo di tirarti per i tuoi capellastri!



C
on questa ricetta partecipo anch'io alla raccolta di essenzadivaniglia!


29.10.08

Tutti al Chinese?! Riso alla cantonese

Oggi è una giornata un pò negativa... non so perchè, ma fuori piove, la riforma è passata, l'Italia mi fa vergognare di essere italiana e l'unico spiraglio che vedo è nella fuga dal mio Paese...
penso possa bastare.
Perciò, visto che oggi non me la sento di mettermi ai fornelli piena di gioia e voglia di fare, vi posto
la ricetta del riso alla cantonese , la cui immagine sul blog è comparsa qualche settimana fa, ma di cui nn ho mai fatto un vero post.... Eccola a voi!
A noi è piaciuta molto, anche perchè è piuttosto light, se mangiata come piatto unico e non è fritto e rifritto come ci si immagina... la ricetta l'ho presa dal sito di giallozafferano.... proprio buono! Provatelo! Poi abbaimo anche scoperto l'amour per la salsa di soia...e chi se l'aspettava!

Ingredienti per 4 persone:
  • 1 piccola cipolla
  • olio di oliva
  • 250 g piselli
  • 100 g prosciutto cotto a dadini
  • 250 g riso basmati
  • 3 uova
  • 2 cucchiai salsa di soia
Come procedere. Cuocete i piselli con un pò d'olio d'oliva finchè non saranno cotti, ma non spappolati. Sbattete le uova con il sale e un pò di cipolla tritata finemente, e cuocere strapazzate in pentola. Togliete dal fuoco e sminuzzate ancora un pò. Intanto avrete lessato il riso in acqua salata. Mettete a soffriggere in una pentola la restante cipolla, l'olio e la salsa di soia, e aggiungete il prosciutto e i piselli. Infine aggiungete il riso e voilà...tutto è pronto!

26.10.08

Ciambella per la mamma :)

Tornata a casa per il week end, come al solito, non ho ricombianto niente...dovevo disegnare, studiare, ragionare....organizzare! invece niente... l'unica cosa che posso fare è riorganizzare ciò che dovevo fare e ricavare del tempo durante la settimana per recuperare cio che ho perso.... uffa!
gia sono stanca per ciò che succederà domani...ma non voglio pensarci, vedrò di godermi la domenica, almeno!!!

Qualche tempo fa mia madre quando mi vedeva in cucina a pastrocchiare qualche ricetta, mi diceva sempre: "BASTA!!! nn sprecare tutta quella roba che poi nessuno mangia....". Ora appena varco la porta di casa mi chiede:"Mica mi faresti qualche dolcetto per la colazione???!!". sono soddisfazioni anche queste!
Lei adora i ciambelloni, e sinceramente non ho mai ben capito perchè... cosi dal meme del ciambellone trovato nei vostri blogs ho scopiazzato qualcosina... la prima ricetta è stata il ciambelloni altissimo di Lory, che ho "scalato"alla versione 3 uova.... visto che durante la settimana l'unica a mangiare dolci qui a casa è mia madre!
Devo dire che stavolta la voglia di fare un ciambellone proprio non l'avevo, perciò è venuto un pò triste diciamo... di solito viene molto ma molto meglio...
Cmq devo chiedervi un chiarimento/suggerimento....
ma perchè quando metto la granella di zucchero sul ciambellone, questa durante la cottura affonda?! io proprio nn lo capisco!
buona domenica a tutte!!! (che bello dormire un'oretta in più!) bacioni!!!!

22.10.08

CUOCHI DI BASSA CUCINA

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasfornare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.
(Pubblicato sulla rivista “Scuola democratica”, 20 marzo 1950).

www.internazionale.it

17.10.08






Piscina. Troppa fatica nel controllare il respiro. Imbarco acqua. Acqua e cloro.

Fame. Pizzeria. Pizza. Troppa sensazione di fame, poca reale. Mezza pizza resta lì.

Quante persone si incontrano in una vita? mah... tutte molto particolari.
"ma tu, come sei fatta tu?"...... io? io nn saprei....

12.10.08

nella CUCINA del TOPORATTO.....



Cosa ne pensate?!?

Marmellata di more

Dove sono finita?! finite le ore di connessione lenta come un macinino vi scrivo dalla mitica adsl del finn! Il finn è a giocare l'ennesima partita, ma io stavolta non sono andata a fare il tifo... cosi vi racconto di ieri e della mitica marmellata, prodotta in collaborazione col simpatico toporatto.Anche questa settimana non sono tornata a casa, mi sono svegliata tardi, e con la voglia di andare a raccogliere le MOOOREEEE!!! che relax... mi sto disintossicando.... :)
Dunque non ci siamo alzati di buon ora per la raccolta, ma siamo andati sul Gran Sasso con un caldo quasi estivo a passeggiare per sentieri raccogliendo e mangiando more...
anche il finn-cittadino si è divertito, nonostante i ragni e la paura dei serpenti... già perchè tra le cose che abbiamo in comune c'è la drammatica "paura dei ragni"... :( pensate che in macchina mentre ero comodamente seduta a lato passeggero me n'è sceso uno dal tettino appeso alla sua ragnatela... dramma sfiorato!
Abbiamo raccolto a fine mattinata solo 800 g di more! Ma questo anche perchè due settimane fa il toporatto ci aveva preceduto, facendoci la strada tra i rovi (grazie!) e pigliandosi le more piu succulente!!!

Come riconoscere le piante delle more, o meglio, i Rovi!?
Si presenta come pianta arbustiva perenne, appartenente alla famiglia delle Rosacee, provvista di spine arcuate, come abbiamo avuto modo di sperimentare. La fioritura (bianca o rosa) compare dalla fine della primavera al principio dell'estate. Il frutto commestibile è composto da numerose piccole drupe, verdi al principio, poi rosse e infine nerastre a maturità (mora). Il frutto è maturo tra agosto e settembre, il gusto è variabile da dolce a acidulo. Buuuuuoneeeee!!!! Il frutto, annoverato tra i frutti di bosco, ha discrete proprietà nutrizionali con marcata presenza di vitamine C e A. Cento grammi di more fresche contengono infatti 52 kcal, 0,7 gr di proteine, 0,4 gr di lipidi, 12,8 gr di glucidi, 32 mg di calcio, 0,6 mg di ferro, 6.5 er (equivalente in retinolo) di vitamina A, 21 mg di vitamina C.

MARMELLATA di MORE

Ingredienti:
  • more
  • zucchero (metà del peso delle more)
Nel mio caso 800 g di more, 400 g di zucchero. Come procedere? sciacquare velocemente le more nell'acqua per eliminare la polvere, scolarle e metterle in una pentola insieme allo zucchero. Cuocere a fuoco lento per circa un'ora dall'ebollizione. Nel mio caso ci sono voluti 45 minuti perchè le more erano pochine. Cmq basta fare la prova: fate cadere una goccia di marmellata sul piatto e capovolgetelo... se la marmellata rimane ben ferma è pronta! Mettetela nei vasetti e fateli bollire ben ricoperti dall'acqua per 10 minuti. Lasciateli nell'acqua e il giorno dopo toglieteli, quando cioè saranno freddi!
Ora io non amo la marmellata con i pezzi di frutta, perciò
dopo circa 5 minuti che avevo messo il tutto sul fuoco e il tutto era acquoso, ma non ancora caldissimo ho frullato le more col frullatore ad immersione. Questa consistenza, rubata al toporatto, mi piace proprio!

26.10.2010 Con questa ricetta partecipo al bel contest " le mani nella marmellata" indetto da Il luppolo selvatico!!!

6.10.08

MUFFINS al CAFFE'

Si ricomincia.... altra settimana, altra mattinata dalla colazione troppo veloce.... altri pensieri che affollano la mente, tra tutte le cose che si dovrebbero fare e quelle che puntualmente non si fanno... e così ci ritroviamo a ripensare a cose già pronosticate lo scorso lunedì.... è la vita, no?... si. lo so. Però io mi agito.
Ieri la partita è finita in pareggio, ma è stato uno spettacolo troppo divertente... non so se avete mai assistito alle partite domenicali delle squadre amatoriali... beh, è da morire dalle risate soprattutto se ascoltate ciò che dice l'allenatore.... provare per credere! il lato negativo è stato il freddo: pochi gradi che ti congelano le ossa. E allora dopo una buona tazza di cioccolata calda per le vie del centro, tornati a casa ecco cosa ho preparato, pensando al risveglio odierno..... e copiando la ricetta Al gatto Gobbo dei suo muffin al cappuccino!



Ingredienti per circa 10 muffins:
  • 300 gr di farina
  • 2 uova
  • 170 g zucchero
  • 100 g latte
  • 100 g caffè
  • 50 g olio
  • 2 cucchiaino di caffè in polvere
  • 1 bustina di lievito
Ora la ricetta è semplice e basta amalgamare prima i liquidi e poi a mano a mano aggiungere la parte farinosa setacciata. Io in realtò ho diviso il composto in due parti: in una ho aggiunto metà dose di caffè, nell'altra le gocce di cioccolata!
Nb: hanno superato la prova Finn, anche se non ne sono molto convinta!!! :)

5.10.08

Fine settimana di relax!



Alla fine sono rimasta... fine settimana all'insegna del relax, sabato sera passato a letto guardando la tv e leggendo il libro che è sul comodino da un pò troppo tempo... REEEELAX.....
la ciliegina sulla torta c'è stata stamattina: mia madre nn mi ha svegliata alle otto!!! ho dormito fino alle 11, ho fatto colazione con calma e.... nessuno mi ha messo fretta! bellissima sensazione.... questa settimana la mia voglia di "socialità" era a zero, e mi serviva qualcosa di casalingo per rigenerare le mie energie.... ora ho la forza per iniziare una nuova settimana!
Ieri sera ho pure tentato di fare il famoso 4/4 su consiglio della cara maya, ma c'è stato il disastro: ho riaperto il forno....maledetta curiosità...si è creato un canyon nella pancia del mio dolcetto.... però il sapore è buono, visto che è quasi finito!!! ci riproverò.....
Oggi il pranzo nella casa aquilotta è stato comune e all'insegna delle verdurine.... ecco cosa è stato cucinato in comunità.....

PASTA ai 4 COLORI
Ingredienti per 4 persone:
  • 1 melanzana
  • 1 zucchina
  • 1 peperone
  • un grappolo di pomodorini
  • crescenza
  • pasta: mezze maniche
  • aglio, sale e pepe quanto basta
Il procedimento è davvero basilare: in una padella fate dorare l'aglio nell'olio e aggiungete nell'ordine i peperoni, la zucchina, la melanzana, i pomodorini, il tutto tagliato in piccoli pezzi. Fate cuocere, aggiungendo il sale e il pepe, e se necessario dell'acqua bollente (presa dalla pentola per la pasta). Intanto cuocete la pasta. A cottura ultimata buttate la pasta nel condimento e aggiungete la crescenza amalgamando bene il tutto e...voilà...il primo è pronto!

E ora passiamo al secondo.... nessuno aveva gran voglia di cucinare... quindi mini-veloce contorno... lo spunto è venuto dalla recente ricetta sulle patate arrostite di unika,

PATATE e RADICCHIO arrostiti

Ingredienti per 4 persone:
  • 2 grosse patate
  • qualche foglia di radicchio
  • olio, aglio, rosmarino, sale e pepe quanto basta
Facilissime e veloci: tagliate a piccoli pezzettini la patata mentre l'aglio si rosola nell'aglio, e succesivamente buttatela in pentola con il rosmarino. Fate rosolare le patate e quando mancano una decina di minuti alla cottura aggiungete il radicchio fatto a pezzi e lasciate cucinare il tutto, aggiustando di sale e pepe.

Ora abbandono la cucina per qualche ora: vado a vedere la partita del mio Finn.... speriamo nella vittoria!!! Forse stasera ripropongio un dolcetto, visto che le mie scorte mattutine stanno scomparendo.... a dopo!

3.10.08

Pasta al Salmone

Cosa ho mangiato oggi!? beh.... il venerdì è sempre un giorno particolare per me - universitaria, che non so mai se tornare a casa o restare qui... il piu delle volte decido di tornare... :) cmq è particolare anche perchè ci siamo un pò tutti, e per lo più siamo liberi da impegni... e quindi pranzo a casa approfittando della presenza del Finn che finisce prima al lavoro e.... se riesco a far cucinare mia sorella ancora meglio! oggi l'ho convinta chiedendole la sua adorata....
.....PASTA AL SALMONE
Ingredienti
  • una confezione di salmone
  • un pò di passata di pomodoro
  • tagliatelle all'uovo
  • un cucchiaio di Brandy
  • Panna da cucina
  • burro
  • cipolla

Tagliate il salmone a pezzeti molto piccoli e dividetelo in due padelle.
Nella prima mettete il salmone e il burro spezzettato e fate soffriggere per qualche minuto, a cottura ultimata aggiungete un cucchiaio di Brandy e fate sfumare.
Nella seconda pentola fate soffriggere la cipolla a pezzetti nell'olio finchè non è dorata, aggiungete il salmone e successivamente la passata di pomodoro. Fate cuocere qualche minuto.
Ora buttate la pasta (rigorosamente all'uovo - io ho usato paglia e fieno)nell'acqua bollente salata, scolate a cottura ultimata e restando sul fornello a fuoco basso, aggiungete tutto ciò che avete cucinato finora, e in più una scatoletta di panna da cucina (se volete esagerare potete usare quella al salmone, ma sappiate che io non approvo) ... mescolate bene il tutto! La pasta è pronta!

Indice di gradimento: ottimo!è piaciuta a tutti i commensali, e soprattutto a finn...che s'è mangiato tre piatti di pasta! pensavo stesse per scoppiare ad un certo punto....sarà stata colpa della nostra prima lezione di nuoto di ieri sera, ma ne dubito! ora c'è da fare una precisazione... finn gradisce ogni mio piatto e nn dice mai che qlk non va.... quindi non sò!!! :) finn il buongustaio!
:Ringraziamenti: a mia sorella Alessia che ci ha deliziati tutti con la sua cucina sfiziosa e ... la sua cura certosina nel preparare il tutto...perchè questo piatto è solo merito suo! :)
Ma il ringraziamento è doppio, perchè è lei la fornitrice ufficiale della tanto amata fotocamera, che oggi subdolamente ha cercato di rivendermi ad un prezzo esorbitante! che tirkia!!!!

1.10.08

Quanti ricordi in un pollo al sale...


Ognuno ha dentro di sè ricordi che non sa di avere
, alcuni sopiti che tornano in mente ascoltando una canzone alla radio, altri dimenticati che si riaffacciano sentendo degli odori o provando dei sapori che avevamo perso, altri ancora nascosti che scopriamo di avere pur non immaginandolo, altri ancora, e questo è il caso che voglio raccontarvi, che sapevamo di avere ma che semplicemente da tempo non portavamo in superficie.
Stasera vagando tra i vostri blog sono entrata in quello de Il cavoletto di Bruxelles ed è stato lì che dopo molto tempo mi sono chiesta: "ma qual'era il piatto preferito della mia infanzia!?" Effettivamente nn me l'ero mai chiesta.
In quell'istante ho capito che non sapevo darmi una risposta. Tuttora non so quale sia stato, nonostante ci abbia pensato. In preda all'ansia di aver dimanticato troppo di me ho chiamato mia madre e le ho fatto la fatidica domanda, la risposta è stata:"le pappette!", risposta alquanto insoddisfacente considerando che gli omogeneizzati si, mi piacevano a quanto pare, ma non rispecchiavano proprio un gusto, una preferenza, bensì una necessità! Allora la risposta è cambiata e si è spostata in una zona più neutra: pasta asciutta e fettina panata... inutile dire che anche questa mi ha fatto rimanere un pò male...ma possibile che avessi gusti così banali??!!!
Allora la sete di conoscere ciò che non ricordavo si è fatta più forte e comunque di risposte non ne ho trovate, se non vaghi ricordi e racconti appunto, sensazioni, flash che mi tornano in mente tra verie malinconie e attimi di gioia... tristezza più che altro, per qualcosa che si è perso, che è cambiato.
Così decido di aderire all'iniziativa del Cavoletto: per me, per ricordare e non dimenticare ciò che mi sembra di perdere giorno dopo giorno, perchè i ricordi si fanno più sfuggenti; per voi, perchè voglio raccontarvi i miei piccoli tesori, che non ho mai condiviso con nessuno....
Il tutto comincia da molto lontano, da ricordi che non sono miei ma che mi sono stati riferiti e solo successivamente sono diventati miei: dopo decenni che ci sentiamo raccontare la nostra storia possiamo quasi essere convinti di averla vissuta. Ora io da piccola, a pochi mesi o giù di lì, ero una gran cicciona, avevo tanti rotolini di ciccia e adoravo le cosidette "pappette", piatto che io mi rifiuto di catalogare tra i miei preferiti! Il bello è che non piacevano solo a me, ma molto di più alla mia cuginetta di poco più grande, che veniva a trovarmi all'ora del mio pranzo con la speranza che io nn finissi tutto il mio pranzo, ma che restasse qualcosa nel piatto cn la testa di topolino, perchè lei potesse spazzolarlo!!! forse era il suo piatto preferito, mia madre si sbaglia!!! :) ricordo mele grattuggiate e banane spappolate per merenda... questo è stato il periodo dell'oro, dopodichè c'è stata la decadenza. Ciò vuol dire che smisi di mangiare, o almeno mangiavo moooolto poco con grande spavento di tutto il parentado...e così è stato fino all'adolescenza. Forse per questo i miei ricordi sono annebbiati e scarseggianti.
Però alcuni ricordi sono nitidi e sono quelli che voglio raccontarvi.

Ricordo con somma gioia la mia bisnonna e i suoi formaggi. Ricordo il latte delle sue tre pecorelle e i vari stadi del formaggio che si formava, tutto è un pò sfocato, gli odori non riesco più a richiamarli alla memoria, ma ci sono, nascosti. Io scrutavo tutto con molta attenzione e aspettavo il mio momento, cioè quando, prima di mettere il formaggio a stagionare negli stampi bellissimi di vimini (nitidi) prendeva un pò di quel formaggio dal siero, lo stringevà tra le mani, ne faceva una schiacciatina e caldo e profmato me lo dava tra le mani come un tesoro. In dialetto lo chiamavamo e lo chiamo tuttora "sprisciocco"...non so tradurvelo, perchè non so in realtà cosa fosse, nè una ricottina nè un formaggio fresco, ma qualcosa di speciale che dopo la sua morte non ho più trovato. Ricordo la gioia. Anche quando davanti la porta di casa mi prendeva le mani, stringeva forte e mi faceva volare facendo la ruota intorno a sè, con il sole che ci scaldava e i fiori di camomilla a seccare nel sottoscala profumando l'aria. Ricordo i suoi capelli che conciava in maniera antica e semplice e nobile, le sue trecce bianche, le sue pettinesse e il suo sorriso. Ricordo questo di lei, il suo grembiule e i suoi orecchini che le chiedevo sempre in eredità. Piccoli flash, ma bellissimi.

Ricordo mia nonna, quando era ancora lei, senza la malattia, che la domenica mattina accendeva la radio rossa fiammante e spingeva il play alla sua musicassetta preferita, metteva le mani nella fontanella di farina e iniziava a fare la pasta all'uovo per il pranzo... e io lì a guardarla ad occhi spalancati... finchè lei non resisteva più e presa dal ritmo della lambada mi prendeva e mi faceva ballare per tutto il corridoio come una trottola...quanto mi divertivo... poi tornava alla farina tra i brontolii di mio nonnno e io tornavo ad ammirare. Ricordo mia nonna come era un tempo e sò che ora non c'è più.. ricordo la sua voglia di vivere e la sua grande forza, la sua generosità e la sua intelligenza. Oggi posso solo starle accanto e quando mi sorride e capisco che in quel momento mi riconosce ed è lei posso sorriderle e rimanerle per un secondo nel cuore. Questo.

Ricordo un piatto, per rimanere in tema, ed è quello che mia nonna ci cucinava spesso la domenica, d'estate, quando noi tornavamo dal mare di sera stanchi e accaldati, forse un pò abbronzati. Lo ricordo perchè fu un tormentone di mia nonna, per qualche anno. Lei non amava cucinare e preferiva star dietro all'orto e agli animaletti dell'aia, perciò necessitava di qualcosa di sbrigativo o almeno poco impegnativo....dunque:
POLLO AL SALE
Ingredienti:
- 1 pollo intero, ruspante, della mia aia
- 1 Kg di sale grosso
- 2 rametti di rosmarino appena raccolti
Procedimento: Prendete una pentola da forno e disponeteci su tutto il sale grosso. Poi prendete il pollo intero e adagiatelo sul sale con affianco il rosmarino, irrorate con un filino d'olio e infornate per circa tre ore.
Il pollo è pronto, croccate al punto giusto!


Non è un caso che io posti questo piatto piuttosto che un altro: c'è tutta una storia che ha del comico e con cui concludo questo lungo post...
Una sera tornati dal mare affamati come non mai forse per i mille tuffi o per il sole cocente troviamo ad aspettarci a casa la nonna che ci preannuncia l'amato pollo al sale, in pieno tormentone! Tutti contenti sbirciamo nel forno e pregustiamo quello che ci aspetta... doccia più veloce della luce e subito giù in cucina. Il pollo stavolta era una delizia,sembrava caramellato. Tutta estasiata dalla bellezza del piatto mia nonna comincia a fare le porzioni. L'onore del primo morso.... e ci rendiamo tutti conto che effetivamente il pollo era caramellato, 1kg di zucchero! Che cena grama è stata quella, ma troppo divertente! :)

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