22.10.08

CUOCHI DI BASSA CUCINA

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasfornare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.
(Pubblicato sulla rivista “Scuola democratica”, 20 marzo 1950).

www.internazionale.it

8 commenti:

  1. Purtroppo quello che hai scritto è verissimo!!! qua a Firenze è un mesetto che sciperiamo e manifestiamo.... ma non si vedono spiragli!

    RispondiElimina
  2. @maya: infatti una delle cose più mi sciocca è il non volere un dialogo... speriamo bene!

    RispondiElimina
  3. Attualissimo!
    Io avendo 2 figlie in età scolastica sono molto ma molto preoccupata...credo che il loro obbiettivo sia ottenere un popolo ignorante, solo così possono mantenere i loro privilegi...che schifo!
    Marty

    RispondiElimina
  4. Ed era il 1950....
    Ed oggi siamo allo stesso punto! Che tristezza e che paura.
    La cosa più preoccupante e che tanta gente appoggia la riforma.
    ciao paola

    RispondiElimina
  5. Purtroppo in Italia, ormai da una quidicina d'anni, manca quella coscienza civile che nel 1950 le anime ancora fresche di dittatura e di faticosa conquista della democrazia avevano. La generazione immediatamente successiva alla mia, figlia non più dei sessantottini, ma dei rutilanti anni '80, è cresciuta semplicemente menefreghista, in quelle venute ancora dopo il senso civico è allo stato larvale. E nessuno si rende conto delle enormità che tolleriamo sotto silenzio o le considera un sacrificio da accettare per avere privilegi irrinunciabili come SKY, il GF e altri aborti culturali. Gente ignorante, che, in virtù di questa riforma, crescerà figli ancora più ignoranti.

    RispondiElimina
  6. Sono pienamente d'accordo con tutte voi. Purtroppo c'è una moltitudine di menefreghisti, ma c'è anche chi è profondamente impegnato e si sente soffocare alla sola idea di una sempre piu dilagante dittatura culturale... ma come si fa!? io mi sento gia in piena dittatura... è solo un'impressione?

    RispondiElimina
  7. si... anche io...adesso viene mano anche il diritto di scioperare e manifestare...
    Il problema più grave è che con il controllo della tv e dei media l'opinione pubblica è tristemente marcia...si sente che va tutto bene.. mentre invece vengono preparate leggi ad hoc per la classe che comanda....
    Che schifo!

    RispondiElimina
  8. è vero ....la dittatura si sente....ma la si sta imponendo con un'arma molto subdola e pericolosissima ancora più delle armi...l'assopimento delle coscienze....leggendo il tuo articolo ho constatato che c'era più civiltà negli anni 50 che oggi. Potremo riavere un così alto senso dello stato?

    RispondiElimina


Back to Top