domenica 8 novembre 2009

julie and julia

Rieccomi. Ieri sera finalmente, dopo tanta voglia accumulata c'è stata la serata pizza e cinema.... stavolta il film era di mio appannaggio e ovviamente ho scelto Julie &Julia... diciamo che mi sentivo un pò tirata in causa... come lo siete voi immagino!


Per chi non lo sapesse, il film in questione tratta di una blogger, per la precisione una scrittrice che si mette alla prova con un food-blog e una cuoca vera e propria, o meglio, una donna che a un certo punto della sua vita intraprende la carriera culinaria per una duplice motivazione: l'amore per il cibo e la voglia di far qualcosa- alla fine per la cronaca diventerà una cuoca famosissima in America e una scrittrice culinaria di successo. Diciamo.... una bella fortuna, no?
nella vita reale queste cose non accadono e di certo è difficile che il new york times ci contatti per un'intervista... diciamo impossibile và....
Cmq il film è molto simpatico, la cuoca di cui vi parlo mi ha incuriosito molto- la storia è vera se nn l'avessi detto- per la sua stranezza comportamentale e fisica (bravissima meryl streep) e per il fatto che la signora in questione Julia Child avesse deciso di scrivere nel suo soggiorno parigino -come moglie di un ambasciatore americano- un libro in inglese di ricette francesi per donne americane senza servitù. Già, perchè per chi non ci avesse mai pensato a un certo punto qualcuno avrà pur dovuto tradurre queste succulente ricette in una lingua adatta al pubblico americano, affinchè ampliassero i propri orizzonti oltre i pancakes, i mushmellows, gli hamburger etc etc.... con tutto rispetto per questi piatti eh!

E' molto strano veder disossare un'anatra e poi riempirla e cucirla.... trattarla come una bambola di pezza insomma.... ed è strano pure vedere in diretto l'assassinio di un astice...
Di certo appena mi imbatterò in questo libro sacro dovrò comprarlo! :)
Mastering the Art of French Cooking

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mercoledì 4 novembre 2009

e non devo impastarlo!!!

Dopo averlo sbirciato sul fragole a merenda non potevo esimermi dal farlo... pane senza impastare, senza piastricciare tutto, senza ritrovarsi le mani ridotte a cumuli di massa informe... ragazze, io non so impastare! sono svolgiata, non ho la tecnica, non ho la forza... boh! proprio non mi va....
è un pane profumoso, con poco lievito, poco disturbo... il primo pezzo di pane che provo a fare.... ed è venuto bene! se non fosse che l'ho fatto cuocere qlk minutino in meno e perciò è un pò gommoso...... però il pane fatto in casa è tutta un'altra storia. Sa di casa. E allora voilà...
per ingredienti e procedimento vi rimando al sito da cui l'ho preso
http://fragoleamerenda.blogspot.com/2009/09/il-pane-che-non-dovete-impastare.html

e per capire bene chi se l'è inventato, questo newyorkese geniale o pazzo- forse entrambi- e soprattutto per capire quanto è davvero semplice:
il video con Jim Lahey

PROVATECI RAGAZZUOLE!!!!!

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venerdì 30 ottobre 2009

HALLOWEEN

oggi è un giorno No. Avrei voluto raccontare, spiegare, ricercare qualcosa di meno banale su Halloween ma per il momento non è aria ...perciò vi faccio un copia-incolla da Wikipedia e un rimando a storie orripilanti..... se me la sento stasera intaglio una bella zucca! in quel caso la vedrete!!! :) un bacio a tutte.....

Lo so, lo so che halloween non è una festa italiana e che sembra tanto un'americanata.... però mi ha sempre affascinato...sarà stato il fascino dell'oltre oceano? mah... a proposito!!! io non vo ho mai postato le mie foto americane!!! devo rimediare! :)

"È usanza ad Halloween intagliare zucche con volti minacciosi e porvi una candela accesa all'interno.

Questa usanza nasce dall'idea che i defunti vaghino per la terra con dei fuochi in mano e cerchino di portare via con sé i vivi (in realtà questi fuochi sono i fuochi fatui, causati dalla materia in decomposizione sulle sponde delle paludi); è bene quindi che i vivi si muniscano di una faccia orripilante con un lume dentro per ingannare i morti. Questa usanza fa riferimento anche alle streghe, che nei tempi più remoti venivano bruciate sui roghi o impiccate; infatti, si pensava che queste vagassero nell'oscurità della notte per rivendicare la loro morte (abbigliate in maniera più o meno orrenda) ed approfittassero del maggior potere loro conferito durante la notte di Halloween. L'usanza è tipicamente statunitense, ma probabilmente deriva da tradizioni importate da immigrati europei: l'uso di zucche o, più spesso in Europa, di fantocci rappresentanti streghe e di rape vuote illuminate, è documentato anche in alcune località del Piemonte, della Liguria, della Campania, del Friuli (dove si chiamano Crepis o Musons), dell'Emilia-Romagna, dell'alto Lazio e della Toscana, dove la zucca svuotata era nota nella cultura contadina con il nome di zozzo. Anche in varie località della Sardegna la notte della Commemorazione dei Defunti si svolgono riti che hanno strette similitudini con la tipica festa di Halloween d'oltreoceano, in molti paesi si svolge il rito de "Is Animeddas" (Le Streghe), de "Su bene 'e is animas", o de “su mortu mortu”, dove i bambini travestiti bussano alle porte chiedendo doni.

Vi è anche una leggenda che narra di un ragazzo, "Jack",che compiva atti malvagi sulla terra e più di una volta aveva fatto gli scherzi al diavolo, così, quando morì, diventò un fantasma che vaga con una lanterna ricavata da una zucca illuminata (Jack o' lantern).

Halloween (corrispondente alla vigilia della festa cattolica di Ognissanti) è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, ora tipicamente statunitense e canadese, che si celebra la sera del 31 ottobre. Tuttavia, le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta risalire a quando le popolazioni tribali usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra all'inverno, era necessario ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.

In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. Questo popolo festeggiava la fine dell'estate con Samhain, il loro capodanno. In gaelico Samhain significa infatti "fine dell'estate" (Sam, estate, e Fuin.[senza fonte]) A sera tutti i focolari venivano spenti e riaccesi dal "sacro falò" curato dai druidi a Tlachtga, vicino alla reale Collina di Tara.

Nella dimensione circolare del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ed i vivi potevano accedervi.

I Celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Da qui l'usanza del trick-or-treat ("dolcetto o scherzetto?").

Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano nei demoni quanto piuttosto nelle fate e negli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all'uomo. Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti.

Si ricollega forse a questo la tradizione odierna e più recente per cui i bambini, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?". Per allontanare la sfortuna, inoltre, è necessario bussare a 13 porte diverse.

Il nome "Halloween" deriva da "All Hallows Eve", che vuole dire appunto "Vigilia di tutti i santi", perciò "Vigilia della festa di tutti i santi", festa che ricorre, appunto, il 1° novembre".

IN CERCA DI ORRIPILANTI STORIE DA RACCONTARE?

http://www.americanfolklore.net/halloween.html


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